Segreti in tavola

14.05.2026
Vi svelo i segreti delle Nespole: piccoli frutti dal sapore antico
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Quale frutto vi riporta all’infanzia? Sul gradino più alto dei miei frutti della memoria ci sono le nespole, che maturano proprio in questi giorni, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, tra maggio e giugno.

Non tutte le nespole, però, sono uguali! Quelle che troviamo oggi più facilmente sui banchi del mercato sono le nespole giapponesi, coltivate soprattutto nel Sud Italia, dalla Campania alla Sicilia, ma anche nel Lazio. Esiste poi la nespola europea, più antica e selvatica, che però è ormai molto rara. Le nespole si coltivano, eccome, ma capita ancora di trovare alberi cresciuti spontaneamente nei giardini di campagna o ai margini dei campi. Sono piante generose e resistenti, amate anche per la loro bellezza: grandi foglie verdi e frutti che sembrano piccole albicocche.

Come si capisce quando una nespola è davvero matura? Dal colore, certo, che deve essere arancione intenso, ma soprattutto dalla consistenza: deve essere morbida al tatto, quasi delicata. Se è troppo dura, sarà ancora acerba e leggermente acidula.

Dal punto di vista nutrizionale, le nespole sono un piccolo concentrato di benessere: ricche di acqua, fibre, vitamina A e vitamina C, aiutano l’idratazione e hanno poche calorie. Contengono anche potassio, prezioso soprattutto con l’arrivo del caldo.

In cucina sono versatilissime: si mangiano fresche, magari appena colte, ma diventano ottime anche in marmellate, crostate, macedonie e chutney in abbinamento ai formaggi. E c’è chi le usa persino per preparare liquori casalinghi o salse agrodolci per accompagnare le carni bianche.

Le nespole durano poco, ed è forse proprio questo il loro fascino: arrivano all’improvviso e se ne vanno in fretta