Segreti in tavola
Avete mai assaggiato un frutto che sembra un dessert naturale, una crema profumata nata sugli alberi? Oggi vi porto alla scoperta dell’annona, un frutto antico, affascinante e ancora poco conosciuto, ma capace di sorprendere al primo assaggio.
L’annona ha origini lontane: nasce nelle zone tropicali delle Americhe, in particolare tra l’America Centrale e il Sud America. Era già apprezzata dalle civiltà precolombiane, che la consideravano un dono prezioso della natura. Il nome stesso deriva dal latino annona, che indica il raccolto, l’approvvigionamento: un frutto che nutre e consola.
Oggi l’annona viene coltivata in molte aree dal clima caldo e mite: dal Sud America all’Africa, fino all’Asia. In Italia la troviamo soprattutto nel Sud, in Sicilia e in Calabria, dove il clima le permette di maturare lentamente e sviluppare tutta la sua dolcezza. Ne esistono diverse varietà, come la cherimoya, dalla polpa morbidissima, o l’annona squamosa, con la buccia a scaglie.
Ma come si conserva questo frutto così delicato? L’annona va trattata con cura. Quando è acerba può stare a temperatura ambiente per completare la maturazione; una volta matura, invece, è meglio consumarla subito o conservarla in frigorifero per uno o due giorni al massimo, perché la polpa tende a scurirsi rapidamente.
E come si gusta? In modo semplicissimo. Si taglia a metà, si eliminano i semi neri – non commestibili – e si affonda il cucchiaio nella polpa chiara, profumata, che ricorda un mix tra banana, vaniglia e ananas. È perfetta al naturale, ma anche in frullati, gelati, creme e dessert al cucchiaio, senza quasi bisogno di zucchero.
Insomma, un frutto che sembra già un dolce tropicale.