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20.11.2019
L'intervista di Prisca Civitenga al compositore Vittorio Montalti
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Per la stagione del Teatro dell’Opera di Roma debutta in prima assoluta al Teatro Nazionale Un romano a Marte, opera di Vittorio Montalti, su libretto di Giuliano Compagno, regia di Fabio Cherstich, scene, costumi e video di Gianluigi Toccafondo, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma l’americano John Axelrod. L’opera è frutto di un premio per giovani compositori indetto dalla Fondazione capitolina per valorizzare nuovi artisti della musica contemporanea con titoli ispirati alla città di Roma. Vincitore nel 2015 Vittorio Montalti, già Leone d’Argento per la creatività della 54° Biennale di Venezia-Festival Internazionale di Musica Contemporanea, che ha proseguito con successo il suo lavoro di sperimentazione dell’unione tra elettronica e lirica.

L’ispirazione di Un romano a Marte viene da Ennio Flaiano e dal suo racconto Un marziano a Roma messo in scena da Vittorio Gassman nel 1960 al Teatro Lirico di Milano. Quella rappresentazione fu un vero flop e la reazione del pubblico fu talmente negativa che Flaiano coniò un nuovo aforisma «L’insuccesso mi ha dato alla testa!». Da quel piccolo infortunio artistico parte l’opera di Montalti che poi si sviluppa raccontando la Roma di quel periodo che tra cinema teatro e letteratura era centro del mondo.

Nel cast vocale i giovani talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, il soprano Rafaela Albuquerque (Ilaria Occhini), il tenore Domingo Pellicola (Ennio Flaiano) e il baritono Timofei Baranov (Kunt), con Gabriele Portoghese (Il critico) e Valeria Almerighi (Caterina Martinelli).

Un romano a Marte sarà in scena al Teatro Nazionale a partire da giovedì 21 novembre con l’Anteprima Giovani dedicata agli under 26 (ore 19). La prima venerdì 22 novembre (ore 20) seguita dalle repliche di sabato 23 (ore 18) e domenica 24 (ore 16.30).

Info operaroma.it