Segreti in tavola
C’è un gesto che compiamo ogni giorno, quasi senza pensarci: prendere il sale e aggiungerlo ai piatti. È un rito antico, fondamentale per il gusto, perché il sale esalta i sapori, conserva, equilibra… ma se esageriamo, rischia di coprire tutto il resto.
Partiamo da una domanda chiave: quanto sale possiamo assumere al giorno? Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: non più di 5 grammi di sale al giorno, circa un cucchiaino raso. Il problema è che spesso lo superiamo senza accorgercene, perché gran parte del sale è già “nascosto” negli alimenti pronti, nei formaggi stagionati, nei salumi, nel pane.
E allora come usarlo bene in cucina? Il segreto è aggiungerlo con criterio e al momento giusto. Un pizzico in cottura, uno alla fine per rifinire, assaggiando sempre. Il sale non deve dominare, ma accompagnare. E ricordiamoci che spezie, erbe aromatiche, agrumi e aceti possono aiutarci a ridurne la quantità senza rinunciare al gusto.
Che tipo di sale privilegiare? In cucina va benissimo il sale marino, meglio se non troppo raffinato, facendo attenzione al sodio, magari utilizzando il sale a ridotto contenuto di sodio, spesso ottenuto sostituendo parte del sodio con potassio: ma va usata con cautela e sempre su consiglio medico.
Infine, il sale iodato: è sale comune arricchito di iodio, un minerale essenziale per la tiroide. In Italia è raccomandato perché aiuta a prevenire carenze diffuse, senza cambiare sapore o uso in cucina.
Morale? Il sale è un alleato prezioso, ma va saputo dosare. Un pizzico alla volta.