Good Life
Il teatro è l’unica arte in cui il creatore e il fruitore respirano la stessa aria nello stesso istante. Questa frase, attribuita al drammaturgo francese Jean‑Louis Barrault, forse riassume al meglio l’incanto della Gionata mondiale dedicata all’arte teatrale, istituita nel 1962, e che ci ricorda quanto il teatro sia uno spazio di libertà che resiste da millenni. E, per l’appunto: quando nasce? Le sue radici affondano nei riti dionisiaci dell’Antica Grecia (VI secolo a.C.), dove il coro e gli attori mettevano in scena i dilemmi dell’anima umana. Da allora, si è trasformato ma non si è mai fermato. Per quest’anno, il Messaggio Internazionale è affidato a un’icona del panorama contemporaneo (tradizionalmente svelata a ridosso dell’evento), che pone l’accento sul teatro come “luogo del ritorno alla realtà”, proprio in un’epoca di simulazioni digitali. Perché non morirà mai? Perché l’essere umano ha un bisogno ancestrale di vedersi riflesso in una storia viva. Il teatro non è intrattenimento passivo, ma un rito collettivo che ci permette di esplorare l’ignoto senza muoverci dalla sedia. Portiamo i nostri bambini a teatro: un sipario che non si chiuderà mai.