Segreti in tavola
Dal 22 al 24 febbraio 2026, BolognaFiere ha ospitato il ritorno della Slow Wine Fair. Questa manifestazione non rappresenta solo tre giorni dedicati al vino buono, pulito e giusto, ma celebra soprattutto un’idea precisa di agricoltura che mette al centro la salute della terra prima ancora del contenuto del calice.
In questa puntata di Segreti in Tavola, l’esperto di vino Maurizio Dattero ha sottolineato come oggi sia impossibile raccontare una bottiglia senza descrivere il paesaggio che l’ha generata. Ogni vigneto agisce infatti come un vero presidio contro l’abbandono delle campagne, il dissesto idrogeologico e l’omologazione dei territori.
Le aziende vitivinicole moderne non si limitano a produrre vino, ma si prendono cura dei filari, mantengono i muretti a secco e preservano la biodiversità locale. Investendo in suoli vivi e pratiche biologiche o biodinamiche, queste realtà custodiscono identità e tradizioni che sono spesso l’ultimo baluardo di resistenza per le comunità delle aree interne.
Durante la fiera si è discusso di una sostenibilità concreta e misurabile, lontana dai semplici slogan. I temi centrali hanno riguardato la riduzione della chimica, la tutela delle risorse idriche e l’adozione di packaging leggeri, senza dimenticare il diritto a un prezzo giusto per i produttori e la responsabilità etica dei consumatori.
Ogni volta che stappiamo una bottiglia stiamo scegliendo un preciso modello agricolo. Il vino diventa così un atto culturale e un gesto capace di sostenere territori fragili. La Slow Wine Fair ci ricorda che dietro ogni etichetta vive una storia di terra e di persone la cui protezione coincide con la tutela del nostro futuro.