Travel Experience

16.10.2020
Saint Barth
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Una sola volta nella mia vita mi sono sentito miliardario quando, navigando in barca vela nei Caraibi, sono sbarcato a Saint Barth. Infatti già dall’arrivo in porto, ascoltando alcuni cognomi ho sentito ripetere spesso quelli del calibro dei Rockfeller, dei Ford e dei Rothschild. Questa piccola isola delle Antille Francesi di appena venticinque chilometri quadrati, a forma di boomerang è circondata da svariati isolotti minori disabitati. Una curiosità che pochi sanno è che Saint Barth è sempre stata francese tranne una parentesi, durata circa cento anni, in cui venne ceduta alla Svezia. Ne è testimonianza il nome della sua capitale, Gustavia, battezzata così per via del re svedese Gustavo III. A Gustavia la mia prima visita è stata a Carenage, la zona una volta destinata a offrire riparo alle navi, oggi invece riparo certo per le carte di credito usate dai turisti nei numerosi luxury shop presenti.
Io che invece sono ateo in materia di shopping ne ho approfittato per arrivare al colpo d’occhio sull’intera città e sono salito fino a forte Gustav: da qui si scorge il porto e i pochi edifici svedesi rimasti, riconoscibili dalle finestre a ghigliottina. Ma siamo ai Caraibi e la vera attrazione quindi è rappresentata dalle quattordici spiagge dell’isola, tutte rigorosamente coperte di sabbia bianchissima. La mia preferita però sta a sud di Gustavia e si tratta di Shell Beach, incredibilmente a forma di conchiglia, come suggerisce il nome. Inutile dire che dappertutto gli odori delle spezie portano a tavola. Fate come me, andate a colpo sicuro ed ordinate il blaff , un piatto a base di pesce fresco marinato in succo di limone e spezie. Un piatto talmente buono che conferma il motto locale …Blaff is not a Bluf

(Se l’hai perso leggi e ascolta l’approfondimento Travel Experience dedicato a Charlotte)