Segreti in tavola

15.03.2019
Ricci di mare
PLAY

Sapevate che la parte che si mangia dei ricci di mare sono le uova, o meglio, le gonadi?
È l’unica parte commestibile di questo misterioso invertebrato che vive nei fondali rocciosi del Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico.

Il resto è tutto guscio e spine, che variano in grandezza e colore a seconda della specie. Il riccio commestibile che conosciamo noi si chiama Paracentrotus lividus, erroneamente chiamato riccio femmina, e presenta aculei violacei, talvolta tendenti al marrone o al verde. La parte che si mangia, invece, ha un colore che va dal rosso al giallo.
Il sapore delle cinque grandi gonadi del riccio di mare sicuramente lo conoscete: molto intenso e particolare, apprezzato in piatti di mare come i celebri spaghetti al riccio di mare, o in insalate di alghe, anche se secondo tradizione i ricci si mangiano crudi, direttamente dal guscio, raccolti da un pezzo di pane e accompagnati da un bicchiere di buon vino bianco.

Il riccio di mare è un prodotto “di stagione”, non perché non esista in certi periodi, ma semplicemente perché ci sono determinate regolamentazioni per moderare la pesca e renderla sostenibile. Quindi ci sono periodi in cui è possibile pescare ricci di mare e periodi in cui è vietato, che variano a seconda della regione. Di solito nei mesi invernali fino all’inizio della primavera è possibile gustare questi deliziosi frutti di mare appena pescati. Tra le regioni italiane in cui si consumano più ricci di mare troviamo sicuramente la Sardegna e la Puglia.

È comunque possibile trovare in commercio per tutto l’anno la polpa del riccio già confezionata in vasetti di vetro o di alluminio.

I ricci sono un’ottima fonte di proteine ad alto valore biologico, fosforo, ferro e iodio. Hanno un apporto calorico molto basso e contengono alte quantità di acidi grassi essenziali. Ovviamente mangiandoli crudi c’è sempre il rischio di incorrere in batteri spiacevoli, soprattutto se provengono da acque non pulite, quindi bisogna stare sempre attenti.

Vi svelo qualche segreto per pulire rapidamente e bene i ricci di mare: se non avete lo strumento apposito chiamato tagliaricci, vanno benissimo anche delle semplici forbici. Con la punta delle forbici, praticate un foro d’ingresso nella calotta superiore del riccio, e da lì tagliate circolarmente fino a eliminare tutta la parte superiore. Capovolgete il riccio per eliminare il liquido contenuto all’interno, ma conservatelo in una ciotola, perché dopo si potrà filtrare con un colino e utilizzarlo per la cottura. Eliminate tutte le impurità immergendo il riccio aperto in una ciotola con dell’acqua salata (o sciacquandolo sotto l’acqua corrente), e con l’aiuto di un cucchiaino togliete la parte scura, che ha un sapore amaro. Quando sarà rimasta solo la polpa arancione, prendetela con un cucchiaino e mettetela da parte.