Segreti in tavola
Quanto conta davvero lo iodio per il nostro organismo?
Più di quanto immaginiamo. L’abbiamo chiesto in questa puntata di Segreti in Tavola al Prof. Alfredo Pontecorvi direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna, Endocrinologia e Diabetologia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e professore ordinario di endocrinologia presso l’Università Cattolica.
Lo iodio è indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide, una ghiandola che regola il metabolismo, l’energia, la temperatura corporea e perfino lo sviluppo del sistema nervoso. È grazie agli ormoni tiroidei, infatti, che il nostro organismo riesce a “tenere il ritmo”.
Ma cosa succede quando lo iodio manca?
Una carenza può rallentare il metabolismo, causare stanchezza, aumento di peso e, nei casi più importanti, portare al gozzo, cioè un ingrossamento della tiroide. Nei bambini e durante la gravidanza, la carenza può avere effetti ancora più delicati, influenzando lo sviluppo cognitivo.
All’opposto, anche un eccesso di iodio non è privo di rischi: può alterare la funzione tiroidea, provocando squilibri come ipertiroidismo o ipotiroidismo. Come spesso accade in nutrizione, la chiave è l’equilibrio.
Ma dove troviamo lo iodio?
Naturalmente nel pesce, nei frutti di mare, nelle alghe e, in quantità minore, in latte e uova. Tuttavia, lo strumento più semplice ed efficace per garantirne un apporto corretto è il sale iodato, raccomandato proprio per prevenire carenze diffuse nella popolazione.
Quando è necessario integrarlo?
Nella maggior parte dei casi basta una dieta varia e l’uso consapevole del sale iodato. Solo in situazioni particolari, come gravidanza o specifiche condizioni cliniche, può essere utile una supplementazione, sempre sotto controllo medico.
Lo iodio ci insegna una lezione preziosa: anche ciò che è invisibile, in piccole quantità, può avere un ruolo enorme nella nostra salute. Basta poco, ma quel poco deve essere quello giusto.