Segreti in tavola
Il “vino dei re e re dei vini”, ovvero il celebre Barolo, deve la sua fama internazionale a una figura femminile eccezionale: Giulia Colbert, Marchesa Falletti di Barolo. Negli anni ’30 dell’Ottocento, fu proprio lei a far conoscere alla Corte dei Savoia il prezioso nettare prodotto nelle sue Agenzie agricole, trasformando quello che era un prodotto locale in un’icona mondiale.
I Marchesi di Barolo non si limitarono alla viticoltura. Grazie ai proventi delle loro vaste tenute, realizzarono a Torino un programma di solidarietà sociale, educazione e beneficenza senza precedenti. La loro vita quotidiana si svolgeva a Palazzo Barolo, un’elegante dimora settecentesca situata nel cuore della città, che divenne il fulcro di queste attività filantropiche.
Un monumento per Giulia Colbert
Proprio sulla facciata di questa storica residenza, il 17 gennaio 2026 è stata inaugurata la prima statua del capoluogo subalpino dedicata a una donna. L’opera è stata realizzata dall’artista torinese Gabriele Garbolino Rù, docente dell’Accademia Albertina, con il fondamentale sostegno della famiglia Abbona. Gli attuali titolari della cantina Marchesi di Barolo, avendo rilevato le proprietà storiche della nobildonna, hanno voluto omaggiare la sua memoria attraverso questa scultura.
Il monumento riflette fedelmente il motto di Giulia, “fare bene il bene”. L’artista l’ha rappresentata mentre sorregge una donna carcerata, simbolo della categoria di reiette a cui la Marchesa dedicò gran parte dei suoi sforzi per migliorarne le condizioni di vita e dignità.
Tra diplomazia e leggenda: i 325 carri di vino
Giulia Colbert è considerata a tutti gli effetti la prima “donna del Barolo”. Il suo salotto era uno dei più influenti dell’epoca, frequentato da figure del calibro di Cavour, Balbo e D’Azeglio. Fu proprio questa rete di contatti a permetterle di promuovere il prestigio del vino tra la nobiltà e gli intellettuali, mentre il marito ne curava gli aspetti legati alla produzione.
La tradizione popolare tramanda un aneddoto affascinante riguardo al suo rapporto con la corona. Si narra che la Marchesa, per soddisfare la richiesta del sovrano Carlo Alberto di Savoia, fece inviare al Palazzo Reale di Torino ben 325 carri carichi di botti di Barolo. La quantità non era casuale: corrispondeva a un carro per ogni giorno dell’anno, escludendo rigorosamente il periodo della Quaresima.
Una pioniera del sociale in Italia
Oltre al suo impatto nel mondo enologico, Giulia Colbert fu una vera pioniera del welfare moderno. La sua visione lungimirante la portò a fondare scuole e istituti dedicati a bambine, donne detenute e madri in difficoltà. Tra i suoi numerosi primati figura anche l’apertura, avvenuta nel 1829, del primo asilo infantile d’Italia, confermando il suo ruolo di pilastro nella storia sociale e culturale del Paese.