Segreti in tavola
Gennaio è il mese dei buoni propositi e quindi, come tutti gli anni, torna il Dry January. Un invito semplice, ma non banale: rinunciare all’alcol per tutto il mese di gennaio, dopo gli eccessi delle feste, per rimettere in equilibrio corpo, mente e – perché no – anche il palato.
Il movimento nasce nel Regno Unito nel 2013, grazie a un’associazione benefica che si occupa di salute pubblica. L’idea è quella di prendersi una pausa consapevole, non punitiva, per capire che rapporto abbiamo con il bere e riscoprire il piacere della scelta. Non è una crociata contro il vino o i distillati – che restano espressioni culturali importanti – ma un esercizio di attenzione e ascolto.
Le regole del Dry January sono poche e chiare: niente alcol per 31 giorni. Nessuna eccezione, nemmeno per il brindisi del weekend. Ma non è una gara di resistenza: è un percorso personale, da vivere con leggerezza. C’è chi lo affronta per depurarsi, chi per dormire meglio, chi per ritrovare energia, chi semplicemente per curiosità.
E a tavola? Qui entra in gioco la creatività. Il Dry January è l’occasione perfetta per scoprire un mondo di bevande analcoliche di qualità: mocktail profumati alle spezie, infusi freddi alle erbe, succhi artigianali, kombucha, tè e acque aromatizzate. Bevande pensate non come “sostituti”, ma come vere esperienze di gusto, da abbinare ai piatti con la stessa cura.
Alla fine del mese, il vero segreto del Dry January è questo: non tanto smettere di bere, quanto imparare a scegliere. Con più consapevolezza, più equilibrio e, soprattutto, più piacere. Perché anche un brindisi, a volte, può essere fatto con un bicchiere d’acqua… ma pieno di significato.