Segreti in tavola

19.09.2026
Pitaya, il frutto che arriva dai draghi
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Sembra uscita da un racconto fantastico: rosa acceso, ricoperta di grandi squame verdi e, quando la apriamo, una polpa candida punteggiata da centinaia di minuscoli semi neri. È la pitaya, o pitahaya, che tutti ormai conosciamo come frutto del drago.

E qui c’è subito il primo segreto: nonostante il nome e la grande popolarità conquistata in Oriente, non è un frutto asiatico. Le sue origini sono nelle Americhe tropicali, in particolare tra Messico e America Centrale, dove era conosciuta e consumata già dalle popolazioni precolombiane. Dalle Americhe la sua coltivazione ha fatto il giro del mondo. Oggi la troviamo in Vietnam, Thailandia e in molti altri Paesi asiatici, ma anche in Israele, Australia, Spagna e persino in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali e mediterranee.

La pitaya nasce da una cactacea rampicante, parente quindi dei cactus, capace di produrre spettacolari fiori bianchi che si aprono di notte e durano pochissimo, spesso meno di un giorno. E soltanto dai fiori impollinati nasceranno quei curiosissimi frutti colorati. 

Quando si raccoglie? Dipende naturalmente dal luogo e dalla varietà. Nei climi dell’emisfero settentrionale la produzione si concentra generalmente nei mesi più caldi: in alcune aree la raccolta comincia a giugno e può proseguire fino all’autunno. In Italia le sperimentazioni hanno registrato cicli di fruttificazione da giugno a novembre. 

Ma arriviamo all’assaggio. Si taglia semplicemente a metà e si mangia la polpa con un cucchiaino. Il gusto è delicato, fresco, leggermente dolce, molto meno esplosivo di quanto faccia immaginare il suo aspetto.

Proprio per questo in cucina è facilissima da utilizzare: macedonie, yogurt, smoothie, sorbetti, gelati, marmellate, dessert e bevande. 

E provatela anche nel salato: a cubetti in un’insalata con avocado e lime, oppure accanto a pesce e crostacei. Il suo sapore non copre gli altri ingredienti e il colore fa immediatamente scena.

Insomma, ha l’aspetto di un drago, nasce da un cactus e fiorisce di notte. Più che un frutto, la pitaya sembra davvero un personaggio di una favola.