Segreti in tavola

11.09.2026
Nicola Santini ci svela i segreti del galateo dell’uva
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Bella da vedere, dolce da gustare e regina indiscussa della stagione autunnale, l’uva porta subito colore e allegria in tavola. Tuttavia, tra semini, bucce e grappoli imponenti, può mettere alla prova anche i commensali più esperti. Insieme a Nicola Santini, giornalista, esperto di bon ton e direttore del settimanale Vero, abbiamo svelato a Segreti in Tavola le regole fondamentali per servirla e gustarla con perfetta raffinatezza.

La presentazione: dai grandi scenari ai mini-grappoli L’uva è splendida come decorazione o centrotavola, ma quando si passa al consumo l’estetica deve sposarsi con la praticità:

  • Lavaggio impeccabile: La frutta deve arrivare in tavola già ben lavata e asciugata.

  • Porzioni a misura di piatto: I grandi trionfi di grappoli scenografici sono belli nei film, ma in tavola creano imbarazzo. Il galateo prevede di servire già piccoli mini-grappoli da 4 o 5 chicchi ciascuno, pronti per essere presi agevolmente senza staccare singoli acini dalla spiazzante struttura centrale.

Galateo del consumo: dita o posate? A differenza di quasi tutta la frutta, l’uva ammette l’uso delle mani, a patto di rispettare alcuni passaggi:

  • Il passaggio sul piatto: Non si mangia mai direttamente dal piatto di portata o dal centro tavola. Si preleva il proprio mini-grappolo, lo si adagia sul piatto personale e solo da lì si stacca un singolo chicco alla volta con le dita per portarlo alla bocca.

  • No ai tagli a tavola: Incidere gli acini con coltello e forchetta per togliere i semi non ha senso. L’unica eccezione riguarda l’uva servita già sbucciata o in coppetta (stile macedonia): solo in questo caso si utilizzano le forchettine da frutta.

Gestire i semi con discrezione I vinaccioli possono dare fastidio, ma la gestione richiede tatto. È assolutamente vietato sputarli nel piatto o nel palmo della mano. La tecnica corretta consiste nel portare con molta discrezione le dita alla bocca, prelevare i semini e depositarli con delicatezza sul bordo del proprio piatto.

Con questi piccoli accorgimenti, un frutto semplice e schietto si trasforma in un momento di autentica eleganza.