Segreti in tavola

22.05.2026
Nicola Santini ci svela i segreti del Galateo della tavola giapponese
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Nella puntata del venerdì pomeriggio di “Segreti in tavola”, c’è il punto di riferimento assoluto per il galateo internazionale: il giornalista, scrittore e direttore del settimanale Vero, Nicola Santini. Dopo aver esplorato le tradizioni cinesi, il viaggio culinario si è spostato in Giappone per sfatare alcuni dei miti più comuni e correggere gli errori che spesso commettiamo nei ristoranti nipponici.

Ecco le regole d’oro per essere impeccabili davanti a un vassoio di sushi.

Il Rispetto per il Riso

In Giappone, il riso bianco viene servito in una piccola ciotola a parte. Il galateo giapponese impone una regola ferrea: non si deve lasciare nemmeno un chicco sul fondo della ciotolina. Il motivo è molto pratico: lasciare anche solo qualche chicco comunica al cameriere che si desidera ancora del riso.

Bacchette o Mani? L’Arte del Sushi

  • Sebbene si mangi prevalentemente con le bacchette, c’è un’eccezione fondamentale: il sushi si può mangiare con le mani.

  • L’alga che avvolge i roll, essendo di base insapore, ha proprio la funzione pratica di permettere la presa con due dita per portare il cibo direttamente alla bocca.

  • È considerato un errore prendere il rotolino di sushi e schiacciarlo o “pasticciarlo” all’interno della ciotola.

  • Inoltre, il sushi dovrebbe essere idealmente una piccola opera d’arte da gustare in un solo boccone, evitando di morderne solo un pezzetto.

La Regola della Salsa di Soia

C’è una regola che accomuna Giappone, Cina, Corea e in generale i paesi orientali: non si deve mai rovesciare nulla direttamente sulla pietanza. La salsa di soia non va versata sul cibo; al contrario, è il singolo pezzo di sushi, sashimi o uramaki che va intinto nella ciotolina contenente la salsa.

Il Falso Mito del Wasabi

Arriviamo all’errore forse più diffuso nei ristoranti italiani: mescolare la salsa di soia insieme al wasabi. Questa pratica è assolutamente vietata dal galateo! Il wasabi, così come lo zenzero, ha uno scopo ben preciso: serve a neutralizzare i sapori. Poiché il menù giapponese non segue necessariamente una sequenza rigida e i sapori vanno in crescendo (passando spesso da cibi delicatissimi a pietanze molto saporite), il wasabi va utilizzato tra un piatto e l’altro per “pulire” il palato. Mescolarlo alla soia significa annullare il sapore del piatto che si sta per mangiare.