Da Non Perdere

19.11.2019
L'intervista di Prisca Civitenga a Filippo Dini
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Arriva a teatro, alla Sala Umberto di Roma dal 19 novembre al 1 dicembre, Misery, il romanzo di Stephen King reso celebre dal film cult del 1990 diretto da Rob Reiner con James Caan e Kathy Bates che per l’interpretazione vinse l’Oscar. La drammaturgia è di William Goldman già autore della sceneggiatura del film, mentre Filippo Dini è regista e protagonista della versione italiana, affiancato da Arianna Scommegna nel ruolo dell’infermiera disturbata Annie Wilkes e da Carlo Orlando in quello dello sceriffo. Un’opera sul potere magico della narrazione raccontato attraverso l’agghiacciante vicenda di uno scrittore prigioniero di un’ammiratrice psicopatica pronta ad ucciderlo pur di riportare in vita il suo personaggio preferito. Lo scrittore Paul Sheldon diventa, quindi, un moderno Sherazade, o racconta o muore.

Note di regia

Tra tutti gli scrittori che animano le creazioni di King, Paul Sheldon è il più forte, il più disperato. Prigioniero del suo talento e della sua vocazione, scopre se stesso nel viaggio all’inferno in compagnia di Annie. E lei è semplicemente indimenticabile. Annie è l’esasperazione del desiderio e dell’amore per l’arte, di quella silenziosa e segreta preghiera che ognuno di noi innalza nel proprio cuore ogni volta che voltiamo

la prima pagina dell’ultimo romanzo del nostro scrittore preferito. O che sediamo in platea, le luci si spengono e inizia lo spettacolo.

Misery è una grande opera sul potere magico della narrazione. Ed ecco perché poter portare questa storia in teatro è una grande occasione e un grande privilegio. Perché il teatro è il luogo della Magia.

Tournée 2019/2020

dal 5 al 17 novembre Genova, Teatro Duse

dal 19 novembre al 1 dicembre Roma, Sala Umberto

da 3 al 15 dicembre Torino, Teatro Gobetti

17 dicembre Scandiano, Teatro Boiardo

9 gennaio 2020 Meldola, Teatro Dragoni

10 gennaio Faenza, Teatro Masini

14, 15 gennaio Monfalcone, Teatro Comunale

dal 22 al 26 gennaio Ancona, Teatro Sperimentale

dal 28 gennaio al 2 febbraio Catania, Teatro Stabile