Segreti in tavola

16.04.2026
Maurizio Dattero ci svela i segreti del Lacrima, vitigno marchigiano.
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Ma può un vitigno raccontare tutto già nel suo nome? Nel caso della Lacrima, la risposta è sì.

In questa puntata di Segreti in Tavola andiamo nelle Marche, tra le colline intorno a Morro d’Alba, dove nasce uno dei vitigni più rari e affascinanti del panorama italiano: la Lacrima. Un nome evocativo, che richiama subito qualcosa di intenso, quasi struggente. Ma non è solo poesia: è anche tecnica. Si chiama così perché gli acini, a maturazione, tendono a “lacrimare”, rilasciando piccole gocce di succo.

Come ci racconta Maurizio Dattero, esperto di vino, la Lacrima è un vitigno delicato, complicato, che per anni ha rischiato di scomparire. Ha bisogno di cure attente, è sensibile in vigna e richiede grande precisione in cantina. Ma proprio questa sua fragilità è anche la sua forza.

Nel bicchiere, infatti, la Lacrima sorprende: è uno dei rarissimi vini rossi aromatici. Al naso sprigiona profumi intensi di rosa, viola, frutti rossi e spezie, con una firma olfattiva inconfondibile. In bocca è morbido, avvolgente, con tannini gentili e una freschezza che lo rende estremamente piacevole.

È un vino identitario, che parla il linguaggio del territorio e della tradizione contadina marchigiana, ma che oggi sta vivendo una nuova stagione, grazie a produttori che hanno scelto di valorizzarlo senza snaturarlo. E allora, la prossima volta che leggerete “Lacrima” su un’etichetta, fermatevi un attimo: perché dentro quel nome c’è già una storia. Una storia di terra, di fragilità e di bellezza. E, come spesso accade nel vino, anche un po’ di emozione.