Segreti in tavola
C’è un dolce che sa subito d’estate, di tavole all’aperto, di merende improvvisate e pranzi in famiglia: è la macedonia. Ma attenzione, perché dietro una “semplice” coppa di frutta si nascondono tanti piccoli segreti che fanno davvero la differenza!
Il primo? Scegliere la frutta giusta. Una buona macedonia deve avere colori, consistenze e sapori diversi: quindi sì a pesche, albicocche, melone, fragole, kiwi, anguria, ananas, uva o frutti di bosco. La frutta deve essere matura, ma non troppo: morbida sì, sfatta no! Una pesca troppo matura o una banana troppo dolce rischiano di trasformare tutto in una purea dopo poche ore.
E poi c’è il taglio. Anche quello conta! I pezzi devono essere più o meno della stessa dimensione, per rendere la macedonia bella da vedere ma soprattutto piacevole da mangiare. La frutta più delicata, come fragole o banane, va aggiunta all’ultimo momento.
A proposito di banane: sono tra i frutti più “difficili”, perché anneriscono velocemente. Anche mele e pere tendono a ossidarsi, quindi meglio condirle subito con qualche goccia di limone. E attenzione all’ananas fresco e al kiwi: contengono enzimi che possono alterare la consistenza degli altri frutti se la macedonia resta troppo a lungo in frigorifero.
E il condimento? Qui si apre un mondo! C’è chi ama solo succo di limone e poco zucchero, chi aggiunge spremuta d’arancia, foglie di menta, vaniglia o addirittura un pizzico di pepe nero per esaltare la dolcezza della frutta. Il consiglio? Non coprire mai il sapore naturale degli ingredienti.
Infine la conservazione: la macedonia andrebbe preparata al massimo qualche ora prima di servirla e tenuta ben coperta in frigorifero. Più passa il tempo, più la frutta perde profumo, consistenza e vitamine.