Segreti in tavola
Nella puntata di oggi, insieme all’esperto Maurizio Dattero autore del libro Piacere Vino, esploriamo un fenomeno curioso che caratterizza la geografia del vino: lo stesso identico vitigno può cambiare completamente nome a seconda del territorio, della regione o dello Stato in cui viene coltivato.
I camaleonti internazionali: dal Syrah al Primitivo
Il viaggio tra i nomi del vino comincia con il Syrah, celebre vitigno a bacca nera originario della Valle del Rodano, in Francia. Quando attraversa l’oceano e sbarca in Australia o in California, questo vino si trasforma nel famosissimo Shiraz, un nome affine ma non identico, che non ha nulla a che fare con l’omonima città iraniana.
Se invece vi trovate al ristorante e la pronuncia del Gewürztraminer vi mette in difficoltà, la soluzione è molto più semplice del previsto. Potete tranquillamente ordinarlo chiamandolo Traminer aromatico (o semplicemente Traminer): si tratta della sua esatta traduzione italiana ed è lo stesso identico vino.
Un altro esempio emblematico di questa metamorfosi è il Primitivo, orgoglio della tradizione pugliese. In California questo vitigno è universalmente conosciuto come Zinfandel, ma le sue radici storiche affondano in realtà in Croazia, dove porta il nome decisamente più complesso di Tribidrag.
Il mosaico delle denominazioni italiane
Spostandoci all’interno dei confini italiani, i cambi di nome si fanno ancora più fitti e affascinanti. Nel Lazio, ad esempio, troviamo la storia del Bellone. Fino a qualche anno fa questo vitigno autoctono veniva chiamato Cacchione e, forse anche a causa del nome non proprio invitante, faticava a imporsi sul mercato. Una volta ribattezzato ufficialmente Bellone, il vino ha trovato il suo riscatto commerciale, lasciandosi alle spalle altri sinonimi storici e bizzarri come Bello buono, Cinnavacca o Arciprete.
Il re indiscusso del trasformismo locale è però il Vermentino. Se in Sardegna e in Toscana mantiene il suo nome originale, basta spostarsi di poco per vederlo cambiare daccapo: diventa infatti Pigato in Liguria, Favorita in Piemonte e Rolle nella vicina Corsica. Il panorama italiano è ricco di queste sorprese, come dimostrano il Tocai e il Tai Rosso in Veneto, o l’Alicante toscano, talvolta chiamato persino Capriola.
Pronti per il prossimo calice
Questo divertente viaggio enologico ci dimostra che dietro un nome diverso si nascondono spesso le stesse straordinarie radici. Conoscere questi piccoli segreti è il modo migliore per sapere sempre cosa ordinare durante i prossimi viaggi e le prossime vacanze.