Good Life

11.05.2020

Riduce lo stress, migliora l’umore e aiuta a rilassarsi. Prendersi cura delle piante è un vero e proprio toccasana, ancor di più quando ci permette di raccogliere i frutti di quello che abbiamo coltivato. È quella che viene anche definita “ortoterapia”. I motivi sono molti: coltivare e occuparsi delle piante è un lavoro manuale che permette di ritrovare la calma interiore, facendoci riscoprire i ritmi lenti della natura e invitandoci alla pazienza. Diversi studi hanno infatti ormai confermato che fare giardinaggio abbia effetti diretti anche sul nostro organismo, regolarizzando respiro, battito cardiaco e abbassando la pressione sanguigna. Mettere le mani nella terra, seminare vasetti e inaffiare i germogli è un modo per respirare una boccata d’aria, anche solo sul balcone di casa o semplicemente dal davanzale della finestra, una strategia per beneficiare comunque della luce del sole e per fare un po’ di scorta di Vitamina D. Le piante, però, possono crescere anche senza semi, si tratta di quella che viene chiamata riproduzione vegetativa: da uno scarto di verdura, quasi per magia, vedremo nascere una pianta. Le coltivazioni casalinghe in cui è possibile cimentarsi attraverso questo procedimento sono molte: dalla cipolla, che regalerà ottimi germogli con cui insaporire delicatamente le ricette, al basilico, fino alle patate, qualora vi sia lo spazio per un vaso di grandi dimensioni. La procedura di ricrescita richiede quasi sempre due fasi. Nella prima gli scarti di vegetali, come foglie di lattuga o fondi di cipolla, vanno immersi nell’acqua e, una volta riformate le radici, piantati nel terreno, così che possano regalare una nuova pianta.