Good Life
Oggi ti parlo di Lingua Madre (la tua, la mia), quella che sentiamo ogni giorno da quando siamo nati. Una ricorrenza che l’UNESCO ha istituito per proteggere il nostro primo “paesaggio mentale”. La chiamiamo “lingua madre” perché è il codice che apprendiamo per osmosi, legato al nutrimento e ai primi affetti, ma questa celebrazione nasce da un atto di coraggio: ricorda gli studenti di Dacca che, nel 1952, sacrificarono la vita per il diritto di parlare il bengalese. L’italiano, gioca un ruolo da protagonista in questa Giornata, grazie alle sue parole “intraducibili”, quei termini che gli stranieri ci invidiano perché descrivono concetti che solo noi abbiamo saputo battezzare. Sapevi, per esempio, che la parola “Azzurro”, in gran parte del mondo, si traduce solo con “blue”? Noi invece, abbiamo sentito il bisogno di una parola specifica per catturare la profondità del nostro cielo e del nostro mare. Proteggere queste sfumature, oggi, significa opporsi a quella che i linguisti chiamano “erosione culturale”. Ogni volta che una lingua scompare, si spegne una finestra sul mondo: onoriamo la nostra lingua madre, che sia l’italiano o un dialetto locale ricco di storia…è un gesto di gentilezza verso le nostre radici e un regalo che facciamo alla biodiversità dello spirito umano.