Good Life

17.04.2020

Alcuni test scientifici dimostrano che il nostro cervello dopo sei mesi ricorda molto più facilmente un aroma che un’immagine e che il nostro umore migliora del 40% grazie a una piacevole fragranza. In particolare, le note di testa di un profumo rimangono impresse nella memoria, le note di cuore sono quelle che evocano emozioni, quelle di fondo creano un legame che rimane nel tempo. I giapponesi hanno scoperto prima di altri le proprietà del profumo per accrescere la produttività, ridurre gli errori e lo stress, favorire l’armonia tra le persone e stimolare la creatività. In Giappone infatti il profumo è diffusamente impiegato nell’ambiente di lavoro, come ad esempio la Borsa di Tokyo che da anni diffonde nel pomeriggio una profumazione alla menta per restituire energia agli agenti. Oltre a donare esperienze multisensoriali, molte delle essenze usate nello sviluppo di un profumo possiedono forti attività antibatteriche. Se contenuti all’interno di una fragranza diffusa in ambiente, gli oli essenziali, fra gli altri, di cannella, origano, timo, chiodi di garofano e citronella, sono in grado di ridurre la presenza di batteri fino all’80%.