Segreti in tavola
Oggi si aprono ufficialmente le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e vi porto in Valtellina, uno dei palcoscenici delle gare e terra dove il cibo continua a essere un potente racconto di identità e radici.
È proprio qui, tra queste valli alpine, che nascono gli sciatt, piatto simbolo della cucina di montagna. Una ricetta essenziale, figlia della cultura contadina e dell’economia alpina, che unisce grano saraceno e formaggio in un equilibrio perfetto tra energia, gusto e tradizione.
Perché si chiamano “Sciatt”?
Partiamo dal nome, che racchiude l’anima rustica del piatto. In dialetto valtellinese, “sciatt” significa rospi. Il nome deriva dalla loro forma: piccoli, irregolari e scuri all’esterno, ricordano appunto dei piccoli rospi. Ma non lasciatevi ingannare dall’apparenza: al loro interno nascondono un cuore sorprendentemente filante e gustoso.
L’origine degli sciatt è legata alla cucina povera di montagna, dove la filosofia era “non buttare via nulla” e il formaggio rappresentava una risorsa preziosa.
Gli ingredienti: l’oro nero della Valtellina
Il protagonista assoluto è il formaggio Casera DOP, tipico della zona, che viene “protetto” e avvolto da una pastella rustica. Gli ingredienti sono pochi e sinceri:
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Formaggio Casera (tagliato a cubetti);
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Farina di grano saraceno (il cosiddetto “oro nero” della Valtellina);
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Un pizzico di farina bianca;
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Acqua o birra (per la pastella);
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Un bicchierino di grappa (il tocco segreto di molte nonne);
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Sale e olio per friggere.
I 3 segreti per prepararli a regola d’arte
Come spesso accade nella tradizione, la differenza tra uno sciatt buono e uno perfetto la fa la tecnica. Ecco i trucchi per non sbagliare:
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La Pastella: Deve avere la giusta consistenza. Deve essere abbastanza densa da avvolgere il cubetto di formaggio senza scivolare via, ma non troppo pesante.
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La Temperatura dell’Olio: Lo sciatt va fritto velocemente in olio ben caldo. Bastano pochi secondi: giusto il tempo di creare la crosticina croccante esterna e permettere al cuore di Casera di sciogliersi senza fuoriuscire.
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Il Contrasto: Gli sciatt si mangiano bollenti, appena scolati. La tradizione vuole che siano serviti su un letto di cicorino fresco condito con vinaigrette: l’amaro e il fresco dell’insalata puliscono il palato e creano il contrasto perfetto con il grasso del formaggio fritto.
Chissà se saranno il piatto con cui festeggeranno i vincitori delle Olimpiadi!