Segreti in tavola

08.09.2026
Le lorighittas: vi svelo i segreti dei gioielli di pasta della Sardegna 
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I viaggi gastronomici ci permettono di conoscere segreti preziosi e sicuramente il nostro paese, da questo punto di vista è uno vero e proprio scrigno di tesori! Se siete stati in Sardegna, questa estate, magari dalle parti di Oristano, forse avete assaggiato le Lorighittas!

Siamo a Morgongiori, ai piedi del monte Arci, dove bastano tre ingredienti semplicissimi, semola, acqua, sale e mani allenate da generazioni per creare una delle paste più affascinanti della Sardegna: le lorighittas, appunto, piccoli anelli intrecciati che sembrano gioielli, ma sono fatti per finire nel piatto!

Il loro nome, in sardo, significa proprio “orecchini” e racconta la forma inconfondibile di questi anelli ovali, sottili e intrecciati. Una specialità legata da secoli alla cucina domestica e preparata tradizionalmente per la festa di Ognissanti.

Secondo una leggenda, a inventarle sarebbe stata una ragazza innamorata, che creò una pasta simile a un gioiello per conquistare il cuore dell’uomo che amava. Una storia romantica, certo, ma il vero segreto delle lorighittas sono le mani delle donne di Morgongiori, che hanno tramandato questa tecnica di generazione in generazione.

Gli ingredienti sono soltanto tre: semola di grano duro, acqua e sale. Ma non lasciatevi ingannare dalla semplicità! L’impasto deve essere lavorato a lungo, fino a diventare sodo ed elastico. Poi se ne ricavano cordoncini sottilissimi, che vengono avvolti due volte intorno a due o tre dita. Le estremità si uniscono e, con un movimento rapido del pollice, i fili si attorcigliano formando la caratteristica treccia. Tutto rigorosamente a mano. Infine, le lorighittas vengono lasciate asciugare all’aria, tradizionalmente nei cestini di vimini. Per prepararne un chilo possono servire anche quattro o cinque ore!

E come si condiscono? La ricetta più tradizionale le vuole con un ricco sugo di pomodoro e carne di galletto ruspante, ma anche maiale o cinghiale, un profumo di zafferano e una generosa spolverata di pecorino sardo.