Segreti in tavola

23.04.2026
L’Asti cambia colore: nasce il Rosé che non ti aspetti. Ne parliamo con Maurizio Dattero
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Quando pensiamo all’Asti DOCG, pensiamo subito a un vino aromatico, dolce, leggero, profondamente legato al vitigno Moscato Bianco. Ma cosa succede quando una denominazione così identitaria decide di cambiare – almeno in parte – pelle?

In questa puntata di Segreti in Tavola Maurizio Dattero, una delle novità più interessanti del panorama spumantistico italiano c’è proprio questa: l’Asti DOCG diventa anche rosé.

Una svolta che segna un passaggio importante. Per la prima volta, infatti, accanto al Moscato entra in scena un altro protagonista: il Pinot Nero. È lui a dare colore, struttura e una nuova chiave di lettura a uno dei vini più riconoscibili del nostro Paese.

Il risultato? Uno spumante rosato aromatico, che mantiene la fragranza tipica dell’Asti – con le sue note di fiori bianchi, pesca e agrumi – ma si arricchisce di sfumature di piccoli frutti rossi e di una maggiore complessità al palato.

Non è solo una novità tecnica, ma anche culturale e strategica. Come sottolinea Dattero, l’introduzione dell’Asti Rosé risponde a un mercato che cambia, sempre più attratto da vini versatili, contemporanei, capaci di parlare a pubblici diversi e a momenti di consumo più ampi.

E così l’Asti, vino simbolo della tradizione piemontese, dimostra ancora una volta di sapersi rinnovare senza perdere la propria identità. Perché innovare, nel vino, non significa dimenticare le origini, ma trovare nuovi modi per raccontarle.