Good Life
C’è qualcosa di quasi magico nel momento in cui apri un libro: il mondo intorno a te… scompare. E non è metafora: è neurologia. Quando leggiamo una storia, il cervello attiva le stesse aree che si accenderebbero se stessimo vivendo quelle esperienze in prima persona. Sentiamo gli odori descritti, avvertiamo il freddo o il caldo degli ambienti in cui si svolgono le scene,provando le emozioni dei personaggi. La lettura non è passiva: è la simulazione più sofisticata che la mente umana sia capace di produrre. E la ricerca scientifica ha documentato gli effetti della lettura regolare, con una precisione che avrebbe stupito anche i più appassionati bibliofili. Pensa che uno studio americano condotto su 3.635 persone per dodici anni, ha dimostrato che chi legge libri per almeno mezz’ora al giorno, vive in media due anni in più rispetto a chi non legge, e non perché la lettura allunghi la vita in modo diretto, ma perché chi legge dorme meglio, gestisce meglio lo stress, mantiene più a lungo le capacità cognitive e costruisce relazioni sociali più ricche. La lettura di romanzi, in particolare, sviluppa la “teoria della mente”, ovvero la capacità di comprendere i pensieri e le emozioni degli altri. Chi legge molta narrativa, è statisticamente più empatico, più capace di gestire i conflitti interpersonali e più aperto alle differenze. Leggere storie di vite diverse dalla nostra, è il modo più antico e potente di uscire da sé stessi senza muoversi dal divano. Roger Waters dei Pink Floyd, che compie oggi 83 anni, ha costruito concept album che sono romanzi sonori. Giotto ha raccontato storie per immagini. Insomma: l’impulso di narrare e di leggere o ascoltare narrazioni, è scritto nel nostro DNA. Oggi, inizia un libro. Anche solo 5 pagine. Anche uno già iniziato e abbandonato. La storia che avevi lasciato, ti aspetta ancora.