Good Life

22.05.2026

Se con l’arrivo del caldo, senti anche tu il richiamo del sole, ricordiamoci come prenderlo al meglio con il Don’t Fry Day (lett. “Giorno in cui non friggiamo”), promosso dal Consiglio nazionale americano di prevenzione sul Cancro, che non nasce per spaventare, ma per normalizzare la prevenzione e insegnarci a godere del sole in modo intelligente, trasformando la protezione solare in un vero e proprio rituale di longevità quotidiano. Ti racconto una cosa interessante: siamo nel 1938, e un giovane chimico svizzero, Franz Greiter, subisce una brutta scottatura scalando il monte Piz Buin, tra Austria e Svizzera. Invece di limitarsi a un doposole, decide di inventare la prima crema solare moderna. E, anni dopo, introduce il concetto di SPF, il fattore di protezione solare che oggi leggiamo su ogni flacone. Sapevi che non indica quanto “forte” sia la protezione, ma quanto tempo in più possiamo stare al sole rispetto a quando non usiamo nulla? Ad esempio, un SPF 30 significa che, teoricamente, la pelle impiegherà 30 volte più tempo a scottarsi. Tuttavia, la Scienza ci dice che il vero segreto della “skincare” solare è la costanza della riapplicazione, circa l’80% dei segni visibili dell’invecchiamento (rughe, macchie e perdita di elasticità), non è dovuto all’età, ma all’esposizione solare non protetta, il cosiddetto “photoaging”. Da oggi, applichiamo la protezione come gesto di amore verso noi stessi, con un buon SPF, indossando un cappello, e ricordando che il sole è un compagno di viaggio meraviglioso, a patto di viverlo con il giusto rispetto.