Segreti in tavola
C’è una ricetta semplice e golosa a cui non so resistere: la panna montata. Soffice, leggera, quasi una nuvola, ma solo se preparata nel modo giusto. Perché anche la panna, come tutte le cose buone, ha i suoi segreti.
Partiamo dall’origine: la panna migliore nasce da latte vaccino di qualità, meglio se fresco. In commercio troviamo panna fresca pastorizzata, ideale per essere montata, e panna a lunga conservazione: entrambe funzionano, ma la fresca regala un gusto più pieno e naturale. Attenzione alla percentuale di grassi: per montare bene deve essere almeno del 30–35%, altrimenti resterà liquida.
Altro segreto fondamentale: la temperatura. La panna deve essere freddissima, appena uscita dal frigorifero, intorno ai 4 °C. Freddi devono essere anche la ciotola e le fruste: bastano pochi minuti in frigo o in freezer per fare la differenza. Il freddo aiuta il grasso a inglobare aria e a stabilizzarsi.
E lo strumento? Dipende dal tempo e dall’umore. La frusta a mano regala soddisfazioni e controllo, ma richiede energia. Lo sbattitore elettrico è pratico e veloce, perfetto per risultati costanti. Il mixer a immersione? Solo con accessori adatti, altrimenti rischia di smontarla. Qualunque sia la scelta, attenzione a non esagerare: se montata troppo, la panna diventa granulosa… e il burro è dietro l’angolo.
Una volta pronta, come conservarla? La panna montata si conserva in frigorifero per 24 ore, ben coperta, meglio se in un contenitore ermetico. Per stabilizzarla si può aggiungere un cucchiaio di zucchero a velo o, per preparazioni più strutturate, un po’ di gelatina sciolta.
In cucina la panna montata è una vera alleata: protagonista di dessert al cucchiaio, torte, bignè e semifreddi, ma anche sorprendente in versione salata, senza zucchero, per accompagnare salmone, vellutate o piatti delle feste.
Perché la panna montata perfetta non è solo una tecnica: è un gesto gentile che rende tutto un po’ più morbido. Proprio come una nuvola.