Segreti in tavola
C’è una notte, tra il 23 e il 24 giugno, che da secoli profuma di mistero, erbe aromatiche e tradizioni contadine. È la notte di San Giovanni, che in molte regioni italiane viene chiamata anche la notte delle streghe. Ed è proprio in queste ore che, secondo la tradizione, si raccolgono le noci verdi destinate a diventare uno dei liquori più affascinanti della nostra cultura gastronomica: il Nocino. Un tradizione popolare amata tanto che oggi nel nostro paese si festeggia il Nocino Day!
La leggenda racconta che la rugiada di questa notte speciale sia carica di virtù benefiche e che le noci, ancora immature e dal mallo tenero, assorbano tutta l’energia della natura. Un tempo si diceva che dovessero essere raccolte a mano, spesso da donne scalze, prima dell’alba e senza utilizzare strumenti di metallo, per non alterarne la magia.
Ma come nasce il Nocino? Le noci verdi vengono tagliate e messe in infusione nell’alcol insieme a zucchero e spezie, come cannella, chiodi di garofano e scorza di limone. Il liquore riposa per mesi, spesso fino all’autunno o addirittura all’inverno, trasformandosi lentamente in un elisir scuro, intenso e profumatissimo.
La patria indiscussa del Nocino è l’Emilia-Romagna, in particolare la provincia di Modena, dove esiste persino una confraternita dedicata alla sua tutela e valorizzazione. Ma il Nocino è amato anche in Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte, Toscana e Umbria, con tante varianti familiari tramandate di generazione in generazione.
Tradizionalmente viene servito a fine pasto come digestivo, ma oggi conquista anche la cucina creativa. È perfetto con dolci a base di cioccolato fondente, crostate di frutta secca, gelato alla crema e formaggi stagionati. E c’è chi lo utilizza persino per aromatizzare risotti, salse e dessert. Un liquore che racchiude il sapore delle notti d’estate, delle antiche credenze popolari e della pazienza del tempo.