Good Life
Poverini: crescono nell’ombra, in silenzio, su tronchi caduti e terreni umidi; c’è chi li teme e chi, per fortuna, sa riconoscerne il valore. Oggi ti parlo di Funghi che, per millenni, abbiamo sottovalutato, relegandoli a contorno o, nella migliore delle ipotesi, a ingrediente pregiato. Oggi la Scienza li sta rivalutando con entusiasmo crescente, tanto da aver istituito una Giornata del Fungo, celebrata in tutto il mondo con una passione “trasversale”. In Cina e in Giappone, i funghi medicinali sono parte della farmacia tradizionale da oltre duemila anni. Addirittura, il “reishi” veniva chiamato “fungo dell’immortalità” e riservato agli imperatori. Il “cordyceps”, invece, era il segreto degli atleti tibetani, mentre il “lion’s mane” o “criniera di leone”, era considerato un tonico per la mente. Oggi questi stessi funghi sono al centro di centinaia di studi clinici che ne indagano le proprietà immuno-modulanti, neuroprotettive e antinfiammatorie. Il lion’s mane, in particolare, stimola la sintesi di una proteina essenziale per la salute dei neuroni, e sta mostrando risultati promettenti nella prevenzione del declino cognitivo. Il reishi modula il sistema immunitario e ha proprietà adattogene: aiuterebbe il nostro corpo a rispondere meglio allo stress. Ma anche i funghi di tutti i giorni (porcini, champignon), sono tutt’altro che banali: sono ricchi di vitamina D, selenio e antiossidanti, e sono tra i pochi alimenti che la producono naturalmente, soprattutto se esposti al sole. Il fungo cresce lentamente, nell’oscurità, e trasforma la materia morta in nutrimento. Una lezione che vale più di qualsiasi integratore.