Segreti in tavola

28.04.2026
Kidda la prima birra siciliana “dalla terra al bicchiere”: ci svela i suoi segreti Giuseppe Biundo
PLAY

Il panorama agroalimentare siciliano si arricchisce di un nuovo capitolo all’insegna dell’autenticità e della sostenibilità. Sotto l’egida di Coldiretti e del Consorzio Birra Italiana, è stata presentata Kidda, la prima birra dell’isola a vantare una filiera interamente nazionale, tracciabile con orgoglio “dalla terra al bicchiere”. L’annuncio è avvenuto durante un incontro di alto profilo che ha visto la partecipazione del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, insieme a figure chiave del settore come il direttore del Consorzio Birra Italiana Carlo Schizzerotto, il presidente della Consulta vitivinicola Francesco Ferreri e i vertici di Coldiretti Sicilia e Fdai.

Un Progetto Etico Sotto il Segno della Trinacria

Kidda non è solo una bevanda, ma il cuore pulsante di un’iniziativa promossa insieme a Filiera Agricola Italiana sotto il marchio Firmato Dagli Agricoltori Italiani (Fdai). L’obiettivo primario è il rilancio della produzione brassicola locale attraverso la costruzione di una filiera corta, etica e sostenibile. Il progetto crea un ponte diretto tra i birrifici del territorio, i produttori di luppolo e i cerealicoltori siciliani, unendo le forze sotto l’iconico simbolo della Trinacria per valorizzare le materie prime dell’isola.

Dalla Semina al Bicchiere: I Numeri della Filiera

Il motore operativo di questa iniziativa è costituito da quattordici aziende provenienti da ogni angolo della regione. Questi attori si sono uniti per coltivare sessanta ettari di orzo distico, destinato a essere trasformato nel malto che darà vita a una birra prodotta al 100% con cereali siciliani. Il cronoprogramma è già definito con precisione: la raccolta del cereale è prevista tra i mesi di maggio e giugno, seguita dalla fase di maltazione, con l’obiettivo di avviare la produzione vera e propria nel mese di settembre.

Oltre il Prodotto: Turismo ed Esperienze

L’impatto di Kidda promette di estendersi ben oltre il settore della trasformazione, posizionandosi come una risorsa strategica per il turismo esperienziale. Il progetto prevede infatti l’apertura dei birrifici al pubblico e l’organizzazione di eventi tematici di grande richiamo, come la festa del raccolto, le giornate dedicate ai “luppoleti aperti” e la celebrazione della prima “cotta”. Si tratta di un modello che invita i visitatori a scoprire da vicino il legame indissolubile tra l’agricoltura e il prodotto finito.

Sicilia: Laboratorio di Innovazione e Impegno Sociale

Con il lancio di Kidda, la Sicilia si conferma un vero laboratorio d’innovazione per l’agroalimentare italiano. Questa iniziativa segue il solco di altri progetti di successo, come Libeera, la birra nata per contrastare la violenza di genere in collaborazione con la Fondazione Una, Nessuna e Centomila, e l’esempio della Bionda Sarda, pioniera della filiera agricola in Sardegna. Questi percorsi dimostrano come il settore brassicolo possa farsi portavoce di messaggi sociali e identitari profondi.

Un Futuro Basato sulla Tracciabilità

In chiusura della presentazione, Coldiretti e il Consorzio Birra Italiana hanno sottolineato come queste collaborazioni rappresentino esempi virtuosi di sinergia tra agricoltura e trasformazione industriale. Rafforzando l’economia locale, Kidda risponde con efficacia alla crescente domanda dei consumatori per prodotti autentici, trasparenti e profondamente legati all’identità dei territori di origine.