Segreti in tavola
Avete mai avuto la fortuna di gustare l’imbrecciata? é una ricetta tipica umbra, una zuppa che nasce dal recupero degli ingredienti, da quel gesto contadino di aprire la dispensa, guardare cosa c’è, legumi, cereali, qualche odore, e trasformare il poco in un piatto che scalda e sazia. È una zuppa contadina, “mista” per definizione, dove farro e/o orzo incontrano ceci, fagioli, lenticchie (e a volte anche mais) in una cottura lenta, spesso in pentola di coccio, come vuole la cucina di campagna.
Una tradizione radicata nell’Alta Umbria
L’imbrecciata è legata in modo speciale all’Alta Umbria, e in particolare alla tradizione eugubina: a Gubbio compare anche nelle ricostruzioni e nei racconti di “cena eugubina” dedicate ai piatti del territorio, segno che è entrata da tempo nel lessico gastronomico locale.E poi c’è l’anima più “umbra” in senso largo: la stessa idea di mescolare cereali e legumi racconta una regione fatta di colline e montagne, di campi e pascoli, dove il cibo buono è spesso quello che ti tiene in piedi durante l’inverno.
Gli ingredienti
Cambiano da casa a casa, ed è proprio questo il suo bello: base di orzo e farro, un “cuore” di legumi (ceci, fagioli, lenticchie), un soffritto semplice, a volte un po’ di pomodoro. Ma la regola d’oro è una: quando la servi, finisci con un giro generoso di olio extravergine – in Umbria è un rito.
I Segreti
E quando si prepara? L’imbrecciata è una zuppa da stagione fredda: la immagini nelle giornate corte, quando in dispensa ci sono legumi secchi e cereali, e sul fuoco “bolle piano” mentre la casa profuma. È, in sostanza, una ricetta invernale nel senso più vero del termine.
Come si gusta? Calda, densa, possibilmente con pane tostato o una fetta di pane casereccio: è il piatto che non fa scena, ma fa famiglia. E se vuoi proprio farla “da manuale umbro”, ricordati l’essenziale: tempo, pazienza e olio buono.