Segreti in tavola
Corto, lungo, macchiato, filtrato, bollito, con la schiuma o rigorosamente nero. Cambia il modo di prepararlo, ma il rito è universale: oggi 1° ottobre si celebra l’International Coffee Day, la Giornata Internazionale del Caffè.
A istituirla è stata l’International Coffee Organization, l’organizzazione intergovernativa che riunisce Paesi produttori e importatori. La decisione risale al 2014 e la prima giornata ufficiale fu celebrata il 1° ottobre 2015, proprio a Milano, in occasione di Expo.
Ma non è soltanto una festa per chi non riesce a cominciare la giornata senza una tazzina. L’International Coffee Day celebra tutta la filiera: la diversità e la qualità del caffè, ma soprattutto i milioni di agricoltori e lavoratori che vivono grazie a questa coltura. L’ICO parla di circa 12,5 milioni di famiglie di coltivatori nel mondo, con il Brasile, primo produttore mondiale: nella campagna 2025/26 la produzione è stata stimata intorno ai 65 milioni di sacchi da 60 chili, tra Arabica e Robusta.
Sul fronte dei consumi bisogna distinguere. In quantità assoluta, considerando i singoli Paesi, gli Stati Uniti sono uno dei maggiori mercati mondiali, davanti al Brasile; ma se guardiamo al consumo pro capite, il baricentro si sposta decisamente verso il Nord Europa. In Finlandia, per esempio, nel 2024 sono stati venduti circa 8,3 chili di caffè tostato per abitante.
E qual è il caffè più amato? Qui è difficile incoronare un vincitore assoluto, perché ogni cultura ha il suo rito. In Italia domina l’espresso, negli Stati Uniti il caffè lungo e filtrato, in Turchia il caffè preparato nel cezve, mentre cappuccino, latte e americano hanno conquistato le caffetterie di mezzo mondo. Una ricerca basata sulle ricerche online in diversi Paesi indica proprio il cappuccino come la preparazione più cercata a livello internazionale, seguito dall’espresso.
Vi svelo il segreto di un buon caffè, Prima di tutto materia prima fresca, macinatura adatta al metodo di estrazione e acqua di qualità. E attenzione alla temperatura: per l’espresso l’acqua lavora indicativamente tra 90 e 96 gradi.
Ma c’è un ultimissimo segreto, forse il più importante: il caffè non va semplicemente bevuto. Va preparato per qualcuno, condiviso, aspettato. Perché dietro una piccola tazzina c’è un viaggio enorme: dalla pianta alla tostatura, dal chicco al bar. E il 1° ottobre è il giorno giusto per ricordarcelo.