Segreti in tavola

16.09.2020
Il Direttore Giuseppe Cerasa ci racconta la nuova Guida di Repubblica dedicata a Taranto
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Il mar Piccolo e il mare Grande, i delfini e la street art, il ponte girevole e il castello aragonese, i vicoli della città vecchia e l’archeologia, ma anche le storie quotidiane di chi ha deciso di restare per
valorizzare un patrimonio storico unico: Taranto è tutto questo e molto di più. E le Guide di Repubblica, in collaborazione con il comune di Taranto, hanno scelto di raccontare il fascino di
questa città, troppo spesso oscurato dai fatti di cronaca.

È molto bello scoprire che una città rimane legata al suo passato in modo totale – scrive il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa nella sua introduzione – che mescola storia e futuro in un mix sapiente e lungimirante, che riesce ad esaltare la sua appartenenza ad una cultura che nasce nella Magna Grecia e attraversa i secoli con orgoglio e speranza, spesso frustata da quello che doveva rappresentare l’aggancio solido col mondo industriale e che a poco a poco si è trasformato in un insopportabile peso che ha connotato e spesso sfigurato il volto della città, costringendola a ridimensionare i sogni e leggere in modo diverso una pagina non certamente esaltante.
Taranto nasconde la sua bellezza, a un osservatore distratto – aggiunge il sindaco di Taranto Rinaldo MelucciLo fa perché questa bellezza è accecante, quasi provasse pudore. Eppure, è una bellezza inarrivabile, unica, è lo splendore di una città che sa donare paesaggi e tramonti commoventi, dove le case si sollevano dal mare quasi fossero parte della natura”.

E per raccontare Taranto, la Guida ha scelto una serie di testimonial importanti. Antonio Diodato, in primis, che sul palco di Sanremo ha dedicato la sua vittoria con “Fai rumore” proprio alla sua città: “Anche quando sono andato a vivere altrove, Taranto è rimasta la città dove ritornare – spiega nella sua intervista – “Ed è anche la città che è cresciuta mentre io crescevo, in cui ho sentito lievitare un moto rivoluzionario nel tempo che mi ha messo una gran voglia di farne parte e di fare tutto quello che potevo per la città che sentivo e sento la mia.” E poi Michele Riondino e Roy Paci, che insieme a Diodato, sono le anime pulsanti del Primo Maggio tarantino, ma anche la cantante Mietta e Benedetta Pilato giovanissima stella del nuoto, fino ad Albano Carrisi e Bruno Vespa, innamorati dell’entroterra tarantino dove paesaggio, storia e cultura vinicola si fondono in un abbraccio di rara suggestione.

Taranto, città di grande e radicata cultura, come dimostrano i racconti inediti di tre scrittori come Giancarlo De Cataldo, Mario Desiati e Cosimo Argentina che aprono il volume, componendo un mosaico che unisce le isole Cheradi e la cultura magnogreca, il mito di Taras (fondatore della città a cavallo di un delfino) e la storia di Erasmo Iacovone (indimenticato bomber del Taranto Calcio negli anni cui è dedicato lo stadio cittadino), i caffè chantant e i poeti classici.

Ma anche la Taranto dove tradizioni antiche come le Perdúne della settimana santa convivono con un’interessante scena artistica contemporanea, tra i murales della città vecchia o gli spazi di
aggregazione e cultura sociale, dove gli echi della poesia di Alda Merini (che qui visse alcuni dei suoi anni più felici) e Raffaele Carrieri incontrano i reportage di Alessandro Leogrande,
giornalista e scrittore tra i più lucidi della sua generazione, prematuramente scomparso.

Ampio spazio è dedicato anche alle storie di chi ha scelto di restare (o venire) nel tarantino per scommettere sul suo potenziale, da Eva Degli Innocenti, direttrice del MarTa, tra i musei
archeologici più importanti in Europa, a Carmelo Fanizza, che ha saputo attrarre turisti da tutto il mondo sulle barche della Jonian Dolphin Conservation per ammirare le emersioni di cetacei e
delfini, simbolo della città già dal suo stemma. E non poteva mancare una sezione dedicata agli itinerari nella provincia tarantina, da Manduria a Massafra, da Mottola a Grottaglie, fino ai percorsi naturalistici che si snodano tra San Pietro in Bevagna, le antiche gravine rocciose, i boschi ombrosi e le riserve naturali di Salina dei Monaci o Torre Colimena

In chiusura, anche una sezione concentrata sulle eccellenze del territorio, dalla ceramiche di Grottaglie al capocollo di Martina Franca, dal pane di Laterza alle immancabili cozze tarantine.
Il tutto impreziosito dalle ricette di chef del territorio e 185 indirizzi che segnalano dove mangiare, dormire e comprare a Taranto e provincia.

(Se l’hai perso leggi e ascolta l’approfondimento delle Guide di Repubblica dedicato alle Marche)