Segreti in tavola

17.02.2026
Il Capodanno Cinese: quando il nuovo anno si festeggia a tavola
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C’è un momento dell’anno in cui la Cina si ferma, torna a casa e si ritrova intorno alla tavola: è il Capodanno Cinese, che quest’anno cade il 17 febbraio. Non è solo l’inizio di un nuovo anno lunare, ma un rito collettivo fatto di gesti antichi, simboli e piatti che parlano di fortuna, prosperità e armonia.

La cena della vigilia è il cuore della festa. In Cina, ogni piatto ha un significato preciso. I jiaozi, ravioli ripieni tipici del Nord, ricordano la forma degli antichi lingotti d’oro e si preparano in famiglia, spesso nascondendo una moneta come augurio di ricchezza. Il pesce, servito intero, simboleggia abbondanza: in cinese “pesce” si pronuncia come “surplus”. Immancabile anche il nian gao, torta di riso glutinoso, il cui nome richiama l’idea di “salire di livello”, migliorare anno dopo anno.

Da bere, spazio a tè profumati, liquori di riso e al baijiu, il distillato tradizionale che accompagna i brindisi più solenni. Non si beve a caso: ogni sorso è un augurio condiviso.

I riti sono altrettanto importanti. Si pulisce la casa per scacciare la sfortuna, ma si evita di spazzare nei primi giorni dell’anno, per non “buttare via” la fortuna appena arrivata. Le strade si colorano di rosso, tra lanterne, fuochi d’artificio e danze del leone, pensate per allontanare gli spiriti maligni.

E la Cina non è tutta uguale. Nel Nord, tra Pechino e Hebei, dominano ravioli e piatti di grano. Nel Sud, come nel Guangdong, la tavola si arricchisce di pesce, verdure e piatti più delicati. A Shanghai si celebrano sapori agrodolci, mentre nel Sichuan il Capodanno ha anche un tocco piccante.

Perché il Capodanno Cinese è questo: una festa che si racconta attraverso il cibo, dove ogni boccone è un augurio e ogni tavola diventa il luogo perfetto per iniziare, insieme, un nuovo viaggio.