Segreti in tavola

11.05.2022
I segreti del Mangosteen
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Vi piacciono i frutti tropicali? Allora vi consiglio di provare il mangosteen, o mangostano… che nonostante il nome, non ha veramente niente a che vedere con il mango.

I mangosteen infatti sono dei frutti abbastanza piccoli, più o meno delle dimensioni di una pesca, hanno una buccia molto dura che a maturazione diventa viola, e all’interno presentano degli spicchi bianchi, morbidi e succosi che hanno un sapore veramente particolare, delicato, che ricorda quello della rosa, e si sciolgono in bocca come se fossero di burro.

I mangosteen sono alberi tropicali sempreverdi, originari della Malesia e dell’Indonesia, e diffusissimi in quelle zone. Ma negli ultimi anni stanno anche conquistando il mercato europeo, ed è possibile trovarli in mercati e negozi esotici.

In particolare è facile trovare in commercio il succo di mangosteen, anche se in Italia è stato causa di non poche dispute legali. Infatti l’azienda che lo vendeva lo pubblicizzava come una sorta di siero miracoloso in grado di curare tutti i mali, sfociando nella pubblicità ingannevole. Nonostante ciò, è vero che il mangosteen fa bene e contiene molte sostanze benefiche per il nostro organismo: moltissimi polifenoli, e poi vitamine, fibre e sali minerali, che gli conferiscono proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, soprattutto per quanto riguarda infezioni della pelle e del tratto urinario.

Il segreto per verificare il grado di maturazione del mangosteen è osservare e toccare la buccia: questa dovrà essere di colore viola scuro, senza tracce verdi, e di consistenza abbastanza morbida. Non è difficile trovare in commercio esemplari andati a male, e sarà facile riconoscerli perché presentano la buccia dura e secca e il picciolo verde scurito. Per mangiare il mangosteen basterà inciderlo con un coltello lungo la circonferenza e dividerlo a metà, estraendo gli spicchi contenuti al suo interno. Potete anche utilizzare il mangosteen per arricchire i vostri dolci o per preparare dei gustosissimi frullati, ma in questo caso assicuratevi sempre di eliminare i semi contenuti all’interno degli spicchi, che non sono commestibili.

(Se l’hai perso leggi e ascolta l’approfondimento Segreti in tavola dedicato alla pitina friulana)