Segreti in tavola

11.02.2026
I Piatti Olimpici: vi svelo i segreti dello Strudel
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Siete pronti a scoprire nuovi piatti olimpici? Oggi il nostro viaggio ci porta dritti ad Anterselva, il cuore pulsante delle gare di Biathlon. Siamo nello splendido scenario dell’Alto Adige, pronti per gustare un classico intramontabile: un goloso strudel!

Dalle origini ottomane alle valli alpine

La storia di questo dolce comincia lontano, molto più a est delle Alpi. L’antenato dello strudel, infatti, è una sottile pasta arrotolata che ricorda la baklava ottomana. Da lì, seguendo antiche rotte commerciali e culturali, questa idea di dolce “avvolto” è arrivata nell’Impero austro-ungarico trovando la sua casa ideale tra le valli alpine. In Trentino Alto Adige lo strudel è diventato ciò che conosciamo oggi: un dolce essenziale, legato alla terra, ai frutteti di montagna e alle mele conservate per l’inverno.

Gli ingredienti: il profumo della montagna

Gli ingredienti raccontano subito questo mondo.
La pasta che lo avvolge è semplice, quasi povera: farina, acqua tiepida, un filo d’olio e un pizzico di sale. Il ripieno profuma di mele, tradizionalmente vengono usate le renette o le mele di montagna, con zucchero, cannella, uvetta ammollata, pinoli e pangrattato tostato nel burro, che serve ad assorbire i succhi e dare rotondità. Niente eccessi, solo un dolce equilibrio.

Il rito della sfoglia trasparente

La preparazione dello strudel è quasi un rito. La pasta va lavorata a lungo e poi fatta riposare. Il momento chiave, però, è la stesura: deve diventare sottilissima, quasi trasparente.

Si dice che la sfoglia debba essere così sottile da poterci leggere sotto una lettera d’amore.

A quel punto si distribuisce il ripieno, si arrotola con gesto sicuro e si inforna. Il risultato è un guscio croccante che custodisce un cuore morbido e profumato.

Un dolce che unisce culture

Lo strudel è il dolce delle feste, dei rifugi, delle merende dopo una giornata sulla neve. Un dolce che, proprio come le Olimpiadi, parla di incontro tra culture, di viaggio e di tradizione che si rinnova. Perché anche a tavola si può viaggiare e attraversare i confini!