Segreti in tavola
Che cosa serve a un’eccellenza enogastronomica italiana per essere riconosciuta sui mercati internazionali?
È da questa domanda che nasce Great Taste in Italy, la sezione italiana del programma internazionale di valutazione e accreditamento di cibi e bevande. Un progetto organizzato dalla Guild of Fine Food, con base a Londra, insieme all’Associazione La Tavola di Mecenate ETS.
Ma che cosa significa ottenere una Stella Great Taste? E quanto può incidere questo riconoscimento sulla reputazione e sull’apertura di nuovi mercati per una piccola o media azienda italiana?
Lo scopriamo con Alberto Gottardi, Presidente dell’Associazione La Tavola di Mecenate ETS, che ha curato l’edizione italiana di Great Taste.
A rendere Great Taste particolarmente autorevole è il suo metodo: i prodotti vengono assaggiati alla cieca da giurie composte da chef, giornalisti, buyer, distributori e professionisti del settore. Nessun marchio, nessuna confezione, nessuna suggestione: a parlare sono soltanto il profumo, il sapore, la consistenza e la qualità.
I risultati dell’edizione 2026 raccontano un’Italia davvero sorprendente: 107 prodotti hanno conquistato una Stella Great Taste, 48 ne hanno ottenute due e 20 prodotti, presentati da 18 aziende, hanno ricevuto le ambite Tre Stelle, il massimo riconoscimento della competizione.
A celebrare questo straordinario patrimonio è stata, l’8 settembre a Bergamo, La Notte del Gusto, momento conclusivo del percorso italiano. Una serata dedicata a produzioni molto diverse tra loro, dalla granola di nocciole piemontesi al miele di barena, dal pecorino toscano al caciocavallo affinato in grotta, fino al Gorgonzola DOP, alla Finocchiona IGP e al Blu di Bufala, vincitore anche del premio scelto dal pubblico.
Prodotti che non raccontano soltanto ciò che mangiamo, ma anche territori, competenze, tradizioni e storie d’impresa.