Segreti in tavola
Tra tutti i cocktail, quelli a base di gin sono forse i più versatili. Uno spirito capace di attraversare i secoli, cambiare abito, reinventarsi, senza mai perdere identità. Il gin entra nella storia dei cocktail già nell’Ottocento, quando nascono le prime miscelazioni codificate. Ed è subito amore, per bartender e bevitori.
Pensate al Gimlet, uno dei cocktail più antichi di sempre: gin, lime e sciroppo di zucchero. Semplice, diretto, nato sulle navi inglesi, dove i marinai lo bevevano per prevenire lo scorbuto… e per rendere le traversate un po’ più allegre. Dal mare ai banconi dei bar più raffinati, il passo è stato lungo, ma continuo.
Oggi il gin è tornato protagonista assoluto delle cocktail list, grazie anche al lavoro di tante microdistillerie, molte delle quali italiane, come la marchigiana Distilleria Mezzanotte, che hanno puntato su botaniche locali, agrumi, erbe spontanee, rendendo questo distillato sempre più identitario e territoriale. In questa puntata Giacomo Bracci designer della Distilleria Mezzanotte ci svela i segreti di questo distillato. Alex Bartolucci Master distiller.
Ma il gin non ama stare fermo. È uno spirito curioso, che si presta a sperimentazioni gourmet: infusioni, fermentazioni, shrub, tè. Avete mai provato un gin & tea? Un incontro sorprendente, delicato e profumato. E se volete osare, sostituite la vodka con il gin in un Bloody Mary: nasce così il Red Snapper, più aromatico, più complesso, decisamente più intrigante.
E tra i drink più amati a base di gin non possiamo non citare il Gin Tonic, il Negroni, il Martini Cocktail, il Tom Collins, il French 75, fino al già citato Gimlet. Classici che raccontano epoche diverse, ma parlano tutti la stessa lingua: quella della versatilità.
Perché il gin è così: cambia, evolve, sperimenta. Ma resta sempre fedele a sé stesso. Ed è proprio questo il suo segreto. A tavola… e nel bicchiere.