Good Life
Abbassa la pressione sanguigna, rincuora lo spirito nei momenti difficili e non necessita di traduzioni perché è un linguaggio universale. Di cosa stiamo parlando? Dell’abbraccio.
Un gesto così potente da meritare una sua ricorrenza specifica: la Giornata Mondiale dell’Abbraccio. Nata negli anni Ottanta da un’intuizione del reverendo Kevin Zaborney, questa giornata fu istituita per contrastare quel calo di umore e quella solitudine che spesso caratterizzano il periodo post-natalizio.
Cosa dice la scienza: la regola dei 20 secondi
Quella che era un’intuizione spirituale, nel tempo è stata confermata dalla ricerca scientifica. L’abbraccio non è solo un atto affettivo, ma un vero e proprio innesco biologico di benessere.
Perché sia efficace, un abbraccio deve durare almeno venti secondi. Durante questo lasso di tempo, il nostro corpo reagisce chimicamente:
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Rilascia ossitocina: l’ormone della felicità e del legame sociale.
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Riduce il cortisolo: abbattendo drasticamente i livelli dell’ormone dello stress.
Un antico segnale di pace
Oltre alla chimica, c’è la storia della nostra evoluzione. L’abbraccio è uno strumento sofisticato di comunicazione non verbale. In origine, questo gesto nasce come segnale di pace inequivocabile: abbracciando qualcuno, mostriamo che le nostre mani sono vuote (prive di armi) e che il nostro petto è vulnerabile. È il modo più antico per stabilire un legame di protezione reciproca e fiducia.
Disconnettersi per riconnettersi
In un’epoca dominata dal digitale, liberare le mani da schermi e device per riscoprire il contatto fisico consapevole è diventato un atto quasi rivoluzionario. È una forma di resistenza dolce che ci riporta alla nostra natura di esseri sociali, fatti per incontrarsi dal vivo e non solo attraverso i pixel.
La proposta di oggi
Non serve aspettare una data ufficiale sul calendario. La giornata odierna è solo un gentile promemoria per ricordarci il “farmaco” naturale più potente e sano a nostra disposizione.
La proposta è semplice: cerca una persona cara e regalatevi quei venti secondi di silenzio e vicinanza. Non ci sono effetti collaterali, se non un improvviso e contagioso sorriso accompagnato da un respiro profondo di liberazione.