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16.10.2020

Sabato 17 e Domenica 18 arriva il Festival Milano Musica, evento dedicato a musica e performance che si dividerà tra l’Hangar Bicocca e il Teatro alla Scala.

L’apertura avverrà all’Hangar Bicocca sotto le Torri di Kiefer sabato dove ci saranno percussioni pianoforti ed elettronica.
Sotto I Sette Palazzi Celesti di Kiefer, ZAUM_percussion, ensemble in residenza a Milano Musica per il triennio 2018/2020, e un trio di pianoforti – con Maria Grazia Bellocchio, Anna D’Errico e Aldo Orvieto – circondano il pubblico con un programma che presenta la prima esecuzione assoluta dei lavori per trio di percussionisti ed elettronica De Rerum Natura di Claudio Ambrosini e Vuoi che nel fuori di Marco Momi, insieme ai brani per tre pianoforti Ostinato n. 6 di Adriano Guarnieri e Tecniche per la misurazione dell’infinito di Ambrosini.
Domenica invece sarà doppio l’appuntamento musicale sia a Palazzo Reale sia al Teatro alla Scala.
Qui, Mariangela Vacatello è dedicataria e interprete delle Miniatures di Yan Maresz e dello Scherzo II di Georges Aperghis per pianoforte, presentati in prima esecuzione assoluta. In programma anche la prima esecuzione della versione definitiva dei Trois études pour piano di Marco Stroppa, due studi di Claude Debussy e Kreisleriana di Robert Schumann.
A Palazzo Reale invece, il flautista Matteo Cesari e l’Ensemble Suono Giallo sono protagonisti del concerto monografico dedicato a Salvatore Sciarrino, con la prima esecuzione assoluta di Un Tibetano a Parigi (nuovi skyline da respirare) per flauto solo.
Questo weekend di concerti inaugura un mese dedicato alla musica che terminerà il 23 novembre.
A guidare questa 29esima edizione del festival è il tema della scoperta e l’ispirazione al verso “Caminantes, no hay caminos, hay que caminar” (Viandanti, non ci sono vie, c’è da camminare) dalla poesia di Antonio Machado.

A ingresso libero ma con prenotazione obbligatoria è invece l’anteprima della rassegna musicale, giovedì 15 ottobre alle ore 20 nella Chiesa di San Fedele.
In programma due dei brani più significativi nell’ambito della ricerca sulla manipolazione del suono degli anni ’80: in Mortuos Plango, Vivos Voco dell’inglese Jonathan Harvey il suono filtrato della campana della Cattedrale di Winchester avvolge l’ascoltatore combinandosi con la voce registrata del figlio del compositore (allora corista a Winchester). Accordi e modulazioni sono costruiti attraverso i parziali dello spettro del suono. Con la regia di Alvise Vidolin, nella seconda parte del concerto il violinista Francesco D’Orazio si muove tra i sei diversi leggii e gli otto nastri magnetici previsti da Luigi Nono, come interprete della Lontananza nostalgica utopica futura, madrigale per più “caminantes” eseguito per la prima volta al Berliner Festwochen nel 1988 con Gidon Kremer al violino.

Per il calendario completo: Musica Milano Festival