Segreti in tavola

24.07.2020
Festeggiamo il Tequila Day
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La storia della tequila si intreccia con quella degli Aztechi: i sacerdoti consumavano il succo di agave fermentato per indurre una sorta di trance di cui avevano bisogno per comunicare con le divinità, e per compiere i sacrifici umani che si tenevano durante i riti religiosi. Veniva fatta bere anche a coloro che stavano per essere sacrificati per stordirli, così che non si rendessero conto della sorte a cui andavano incontro.
Poi, con l’arrivo degli spagnoli, il consumo si diffuse in larga scala: i conquistadores tuttavia non apprezzarono mai tale bevanda. Nel 1512 venne fondata la città di Tequila, dove si iniziò a distillare un acquavite con questo nome, anche se la data certificata dell’inizio della produzione del Tequila è il 1795, data in cui viene fondata la Jose Cuervo, la prima distilleria ufficiale del Messico.
La tequila viene estratta solo dall’agave tequilana weber azul, conosciuta anche come agave blue, e la zona di produzione principale è lo stato di Jalisco. Il lavoro più difficile nella produzione della tequila spetta allo jimador, che deve scegliere le piante mature, per pulire il loro cuore, che sembra un ananas gigante. Dopo la raccolta, le piñas vengono rotte e cotte nei forni un paio di giorni. Quindi vengono schiacciate nei Tahona, dei vecchi mulini a routa, per estrarre il succo (aguamiel) che viene poi raccolto in calderoni o cisterne dove ha inizio la fermentazione, che può durare fino a 3 giorni. Si passa, poi, alla distillazione.
Il risultato finale è un distillato con gradazione di 55 gradi, anche se la tequila che troviamo in commercio ha un range che va dai 37 ai 55 gradi.
Ci sono diverse tipologie di Tequila in commercio:

la Blanco conosciuta anche come silver o plata, può raggiungere i 60 giorni di affinamento in botti di legno e viene considerata l’espressione più pura del succo di agave fermentato.
la Joven: si tratta di un blend di Blanco e altre varietà più invecchiate, il cui colore scuro è dovuto al caramello.
la Reposado: l’invecchiamento in botti avviene per almeno 60 giorni.
la Anejo: l’invecchiamento è praticato in botti di capacità non superiore ai 600 litri per un anno.
laExtra Anejo: stesso tipo di affinamento in botti di capacità non superiore a 600 litri, ma con una durata di 3 anni.
E mi raccomando, quando la bevete , ricordatevi le parole di George Carlin, famoso comico americano: “Una tequila, due tequila, tre tequila, pavimento!”

 

(se l’hai perso ascolta e leggi l’approfondimento sul Caviale)