Segreti in tavola
Il ghiaccio è protagonista indiscusso dell’estate, ma spesso lo usiamo con troppa leggerezza. C’è davvero un galateo del ghiaccio?
Assolutamente sì, e non riguarda solo la forma del cubetto. Il galateo del ghiaccio è fatto di misura, buon gusto e un pizzico di ironia. Perché il ghiaccio, che nasce freddo, può paradossalmente scaldare l’atmosfera, se usato con eleganza. Non deve mai essere protagonista, ma complice: un cocktail invaso da iceberg galleggianti non fa estate, fa naufragio.
A tavola, quando fa caldo, il ghiaccio è indispensabile: ma quali sono gli errori più comuni che si commettono quando lo si serve?
Il primo errore? Pensare che basti buttare due cubi nel bicchiere per risolvere tutto. Il ghiaccio va conservato bene – possibilmente in una glacette elegante, non in una vaschetta da campeggio – e si serve con la pinza, mai con le mani. E se un cubetto cade a terra? Non fate finta di nulla, ma neppure raccoltetelo con l’ansia da prestazione: è solo acqua travestita da cristallo.
C’è differenza tra un cubetto di ghiaccio buttato in fretta in un bicchiere e uno servito con eleganza? Quanto contano gli strumenti giusti?
La differenza è enorme. Il ghiaccio, come tutti i dettagli, può alzare il livello di una tavola o rovinarla. Usare le pinze, non esagerare con le dosi, scegliere contenitori belli e funzionali… sono tutte scelte che raccontano attenzione. Anche il tipo di ghiaccio conta: quello tritato va bene per il mojito, ma non per l’acqua minerale. E il ghiaccio scolpito? Fa scena, ma può sembrare il revival di un buffet anni ’90.
Ghiaccio per ostriche, cocktail, frutta… Ci dai qualche regola d’oro per non sbagliare, anche nei contesti più chic?
Certo: per i frutti di mare, il ghiaccio è un letto nobile. Va usato con sale grosso ai bordi per evitare le goccioline inopportune. Per la frutta, prima si mette il ghiaccio, poi si versa la bibita: altrimenti si rischiano disastri da equilibristi. Il ghiaccio non è mai un dettaglio secondario: se usato bene, è il tocco che trasforma un brindisi in un momento di vero stile.