Segreti in tavola

30.04.2026
Dove nasce il pane: Daniele Di Grazia ci svela i segreti del  nuovo Piccolo Forno di Centocelle
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Il pane è uno dei primi atti di trasformazione dell’uomo: acqua e farina che, grazie al tempo e al lavoro delle mani, diventano qualcosa di vivo. 

Perché in fondo, attorno al pane, ci si ritrova sempre. E forse è proprio da lì che riparte ogni forma di comunità. E’ quello che succede al Piccolo Forno Di Grazia di Centocelle, nuova realtà del maestro panettiere Daniele Di Grazia. 

Come ci racconta in questa puntata, Di Grazia ha deciso rimettere il pane al centro come elemento aggregante. Perché il pane, più di ogni altro prodotto, ha una capacità unica: unire. Non divide, non esclude, non è mai elitario. È quotidiano, accessibile, condiviso. È il primo gesto che si porta in tavola e spesso anche l’ultimo che si spezza.

Entrare in un forno significa entrare in uno spazio di relazione: il profumo del pane appena sfornato diventa un richiamo universale, riconoscibile da tutti, capace di creare comunità ancora prima delle parole. Il pane è memoria – delle case, delle famiglie, delle tradizioni – ma è anche presente, perché accompagna ogni giorno e ogni pasto.

Al Piccolo Forno il pane non è solo prodotto, ma racconto: farine studiate e miscelate nel tempo, lievito madre, lunghe lievitazioni e soprattutto un’idea precisa di qualità, costruita giorno dopo giorno. La proposta prevede cinque tipologie di pane tipo 1 con lievito madre: pane integrale, di semola, ai multicereali, di segale e i panbauletti. Tra le chicche, troviamo il Mazì pane unico nel suo genere con duemila grani miscelati insieme, è un tipo 2 cosiddetto miscuglio evolutivo.

Accanto al pane, protagonista assoluto, si sviluppa un’offerta che parla la lingua della città: pizza in teglia croccante e soffice, farciture che vanno dai grandi classici alle interpretazioni più attuali, fino alle pizzette da forno e alle focacce più ricche. E poi la colazione, che diventa un rito quotidiano: croissant, pain au chocolat, cornetti e lievitati fragranti, accompagnati da un caffè specialty che racconta storie di origine e tostatura.

Ma il vero filo conduttore è un altro: rendere l’artigianalità accessibile, senza compromessi. Un forno pensato per il quartiere, dove il mercato rionale è a pochi passi e il cliente diventa parte di una comunità. Un luogo dove tornare, ogni giorno, per riscoprire il valore del pane fatto bene.