Segreti in tavola
Siete in viaggio? State programmando le prossime vacanze? Se la risposta è sì, oggi vi porto a fare caseoturismo, ma in una meta decisamente inaspettata.
Se vi dico “pasta filata”, a cosa pensate? Campania, Puglia, il sole del Sud… e invece no! Oggi andiamo dritti in alta quota, tra le vette del Trentino.
Oggi sveliamo un segreto che unisce la sapienza del Sud alle fresche valli alpine: la Provola Trentina!
Una storia recente, un segreto antico
La provola e la caciotta a pasta filata del Trentino sono state inserite tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) di questa regione. Eppure, la loro è una storia relativamente recente:
-
Le origini: Nasce poco più di cinquant’anni fa in un caseificio di Trento.
-
L’artigianalità: All’inizio, questa pasta filata di montagna veniva lavorata interamente a mano, unendo la qualità del latte alpino alla tecnica tradizionale.
Oggi la Provola Trentina rappresenta un’alternativa pazzesca e originale ai classici formaggi di montagna che tutti conosciamo.
Identikit del gusto
Come si riconosce? Si presenta in due forme classiche: cilindrica o a pera allungata, con un peso leggero, intorno ai 300-400 grammi. Sotto una crosta sottilissima si nasconde una pasta morbida, elastica e con quella tipica struttura a fibre che fa impazzire gli amanti della pasta filata.
La potete trovare in due versioni:
-
Fresca: Consumata subito dopo la salatura, delicata e lattica.
-
Affumicata a freddo: Una tecnica che non cuoce il formaggio, ma gli regala un profumo delicato, elegante e irresistibile, proteggendone la superficie.
Come gustarla? Semplicissima. Tagliatela a fette, accompagnatela con un ottimo pane rustico e avrete l’antipasto perfetto per iniziare una cena estiva.
Quindi, se quest’estate passate tra le Dolomiti, fate una sosta in un caseificio e chiedete della Provola Trentina. Sarà un modo diverso, inaspettato e delizioso di scoprire la tradizione casearia di questo territorio.