Segreti in tavola

17.02.2026
Clara Vada Padovani ci svela i segreti delle Gianduieidi, il carnevale tipico di Torino
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Tra la fine del Settecento e tutto l’Ottocento, Torino viveva una stagione festosa e pungente: quella delle Gianduieidi, grandi celebrazioni popolari che animavano il Carnevale. Il nome richiamava l’Iliade, ma in chiave parodica: erano le “epopee” di Gianduja, la maschera simbolo della città. Ce lo racconta la narratrice gastronomica Clara Vada Padovani. 

Gianduieidi erano un mix travolgente di sfilate e carri allegorici, scene teatrali, poesie, canzoni e libelli satirici. Il tutto rigorosamente in piemontese, la lingua del popolo. Gianduja era il protagonista assoluto: commentava l’attualità, punzecchiava il potere, metteva in ridicolo i vizi sociali. Diceva, con ironia e buon senso contadino, quello che in tempi di censura – tra Regno di Sardegna e Restaurazione – non si poteva dire apertamente.

Non è un caso che nello stesso clima culturale fiorisca il grande cioccolato torinese. Tra botteghe artigiane, ironia borghese, orgoglio cittadino e gusto per l’eccellenza “senza chiasso”, nasce un prodotto destinato a diventare iconico: il gianduiotto. Dargli il nome di Gianduja significava trasferire quello spirito satirico e popolare dentro un cioccolatino raffinato. Un gesto culturale, prima ancora che commerciale.