Segreti in tavola
Clara Vada Padovani, autrice di molti libri di cultura materiale e narratrice gastronomica, racconta i dolci per la Pasqua. La cassata siciliana è un dolce pasquale, come ricorda Carlo Collodi, l’autore di Pinocchio, nel suo libro Viaggio per l’Italia di Giannettino pubblicato nel 1886, in cui scrive: “Non mangiare la cassata nel giorno di Pasqua sarebbe quasi un segno di poca devozione”. Questo antico dolce è un trionfo di colori e sapori. Il suo nome deriverebbe dall’arabo quas’ at, che significa “ciotola grande”, ma secondo alcuni è derivato dal dialettale caseata (dal latino caseus, formaggio). Le radici della torta risalgono sicuramente alla dominazione araba in Sicilia, tra i IX e l’XI secolo, ma la sua preparazione, rielaborata, fu codificata nei conventi, in particolare nel monastero di Santa Maria di Valverde. La ricetta attualmente più comune presenta una forma di pan di Spagna riempita di ricotta di pecora zuccherata e arricchita di dadini di zucca candita e cioccolato, rivestita da una glassa decorata di frutta candita.