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22.01.2026
Cinque Terre: Cinque modi diversi di stancarsi felici
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Le Cinque Terre non sono cinque posti. Sono cinque modi diversi di farti stancare felice.

Qui si cammina. Tanto. Scale, salite, discese. Ogni borgo è una conquista che ti guadagni passo dopo passo. Ma la fatica è parte integrante dell’esperienza. Se non sudi, non vale.

Come muoversi: questione di prospettiva

Puoi vederle in diversi modi, ognuno con la sua verità:

  • A piedi: Per chi cerca la sfida.

  • In treno: Passa ovunque e, diciamolo, spesso ti salva la vita quando le gambe cedono.

  • In barca: Forse il modo migliore. È solo dal mare che capisci davvero come sono incastrati quei paesi nella roccia. E capisci anche perché sembrano irreali, sospesi tra cielo e acqua.

Acciughe, pesto e vino sincero

I ristoranti? Piccoli, veri, spesso senza fronzoli. Qui la cucina parla chiaro: acciughe, pesto, vino bianco che va giù come acqua. Mangiare bene qui è facile. Mangiare leggero no. Ma va bene così.

Il mare che ti fa dimenticare tutto

Le spiagge sono strane, non aspettarti sabbia finissima ovunque. Troverai sassi, scogli, calette nascoste. Ma l’acqua è pazzesca. Trasparente. Ti tuffi e dimentichi tutto: la fatica, il caldo, le scale.

C’è chi gira in motorino, chi si perde nei sentieri, chi resta ore a guardare il mare. Tutto va bene. Qui non esiste un modo giusto.

Le Cinque Terre non sono da spiegare. Sono da attraversare, salire, scendere, mangiare. E poi raccontare con un sorriso stanco.