Segreti in tavola

25.02.2026
Casauria DOCG: il Montepulciano che nasce dal “Paradiso delle delizie.
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C’è un angolo d’Abruzzo che per secoli è stato chiamato il “Paradiso delle delizie”. È la Casauria, il cuore vitivinicolo dell’entroterra pescarese, oggi finalmente riconosciuto come DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) dopo un percorso lungo e rigoroso, culminato nell’approvazione definitiva del 2025.

Le tappe del riconoscimento

Ne abbiamo parlato a Segreti in Tavola con Concezio Marulli, presidente dell’Associazione di Produttori Casauria DOCG, che ci ha raccontato una storia fatta di visione, ostinazione e di un profondo legame con il territorio.

Il cammino verso l’eccellenza ha richiesto tempo e dedizione, iniziando ufficialmente nel 2017 con la presentazione della prima domanda di riconoscimento. Questo percorso rigoroso è arrivato a compimento l’11 novembre 2025 con il decreto attuativo che sancisce la nascita della DOCG e consente di rivendicare l’annata in corso. Si tratta di un grande traguardo che unisce oltre 20 aziende vitivinicole e 18 comuni sotto un’unica, forte identità.

Il terroir della Casauria

Ma “Casauria” è molto più di una semplice sigla in etichetta. Le origini del nome stesso raccontano l’antica vocazione di questa terra. Potrebbe infatti derivare da Casa Aurea, in riferimento all’incredibile fertilità dei suoi suoli sedimentari, oppure da Casa Urii, nome legato all’antico culto romano di Giove, considerato “apportatore di venti”.

E sono proprio il vento e i suoli sabbioso-argillosi, modellati dai depositi plio-pleistocenici, gli elementi chiave che definiscono il carattere inconfondibile di questi vini.

Il Montepulciano e l’eccellenza del clone VCR 456

In questa zona dell’Abruzzo, il vitigno Montepulciano è di casa da oltre due secoli. Per esaltarne al massimo le caratteristiche, è stato selezionato un clone specifico, ovvero il VCR 456 biotipo Casauria (omologato nel 2007). Questo biotipo esprime una generosa dotazione polifenolica, profumi intensi di frutto maturo, eleganti note floreali e una struttura importante.

Le vigne si arrampicano dai 100 fino a quasi 800 metri di altitudine, allevate secondo i sistemi tradizionali a pergola abruzzese o a spalliera. Tutto questo avviene in un paesaggio ondulato che custodisce una memoria rurale e antica, testimoniata dai suggestivi palmenti scavati nella roccia a Pietranico.

Il Futuro: Enoturismo e la “Strada della Casauria”

La DOCG Casauria non rappresenta solo un traguardo normativo, ma un vero e proprio progetto per il futuro. L’obiettivo dei produttori è sviluppare il territorio attraverso l’enoturismo, la formazione di ambasciatori del vino locale e la creazione della “Strada della Casauria”: un percorso immersivo capace di unire cantine, antiche abbazie e panorami mozzafiato.

Come ci ha ricordato Marulli, il vino non è solo un prodotto, ma è identità, cultura e comunità. Oggi la Casauria è pronta a presentarsi al mondo con la consapevolezza di chi conosce a fondo le proprie radici e ha scelto di trasformarle in un’eccellenza assoluta.