Segreti in tavola

31.07.2026
Buffet d’hotel: quanto mettere nel piatto? Ce lo spiega Nicola Santini
PLAY

Di fronte a un buffet panoramico in un resort o in un hotel, dove l’offerta di cibo sembra infinita e accessibile a qualsiasi ora, anche il viaggiatore più composto rischia di perdere la bussola. La tentazione di riempire il piatto all’inverosimile è sempre in agguato, trasformando spesso un momento di relax in una vera e propria corsa alle scorte. Nella nuova puntata di Segreti in Tavola, insieme al giornalista, scrittore ed esperto di buone maniere Nicola Santini, direttore del settimanale Vero, abbiamo affrontato le buone maniere al buffet, analizzando gli errori più comuni e ricordando come il buon senso debba sempre guidare le nostre scelte a tavola.

La psicologia del buffet: da commensali a competitori

Il primo fenomeno curioso che si verifica davanti a un grande buffet riguarda la trasformazione delle dinamiche sociali. Di fronte all’abbondanza, vicini di tavolo e compagni di vacanza smettono di essere percepiti come semplici commensali e diventano quasi dei rivali con cui contendersi l’ultima fetta di bresaola, la piramide di bignè o l’ultimo sfizio salato. Persone che nella vita di tutti i giorni consumano un caffè di corsa prima di andare al lavoro, si ritrovano d’improvviso a comporre piatti monumentali fin dalle prime ore del mattino. Il segreto per non cadere in questa trappola si riassume in un’unica parola chiave: autoregolazione. Non esiste un rigido manuale di punizione, ma la consapevolezza che l’eleganza non va mai in vacanza.

Fare più viaggi ed evitare gli accostamenti azzardati

Una delle abitudini più sgradevoli da vedere, oltre che poco funzionali al gusto, è la tendenza ad accatastare sul medesimo piatto pietanze dolci e salate. Mescolare cornetti, formaggi, uova strapazzate e torte crea un insieme caotico che mortifica i sapori e la presentazione del cibo. La regola fondamentale del galateo al buffet consiste nel dividere le portate compiendo più passaggi. Il piatto da buffet può e deve essere rabboccato più volte, effettuando anche tre o quattro tragitti differenti, scegliendo prima le opzioni salate e dedicandosi successivamente a quelle dolci, mantenendo ogni volta porzioni misurate e ben presentate.

Il peccato originale secondo il galateo: lo spreco alimentare

Se il galateo moderno sa dimostrarsi indulgente verso piccoli errori di forma o accostamenti un po’ informali, c’è un limite invalicabile che non ammette giustificazioni: lo spreco di cibo. Riempire i piatti guidati dall’impulso degli occhi per poi lasciare sul tavolo montagne di cibo intatto è l’errore più grave che si possa commettere in hotel. Il buon senso impone di servirsi esclusivamente con le quantità che si è certi di consumare, ricordando che la vera raffinatezza risiede nella misura e nel rispetto per il cibo e per chi lo ha preparato.