Segreti in tavola
Che cosa succede quando un’albicocca incontra una susina? Nasce un frutto raro, curioso e dal nome quasi giocoso: il biricoccolo!
Conosciuto in diverse zone d’Italia anche come susincocco, albicocco nero o albicocco del Papa, si tratta di un antichissimo ibrido naturale nato dall’incrocio tra l’albicocco e il mirabolano (una particolare e antica varietà di susino). Insomma, non è il risultato di qualche moderno esperimento di laboratorio, ma uno dei piccoli capolavori creati spontaneamente dalla natura per arricchire la nostra biodiversità.
Storia e origini del Biricoccolo
Le origini più lontane di questo frutto non sono del tutto certe, ma le testimonianze storiche ci confermano che in Italia era molto apprezzato già secoli fa.
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Nel Seicento: veniva coltivato e curato nei monasteri dai monaci agostiniani.
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Nel Settecento: fece il suo ingresso trionfale nei raffinati frutteti delle famiglie nobiliari.
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Nell’Ottocento: l’albicocco nero cresceva rigoglioso persino nel Parco Ducale di Parma, sotto il ducato di Maria Luigia d’Austria.
Dove si coltiva oggi il Biricoccolo?
Oggi il biricoccolo è considerato un frutto raro e dimenticato, custodito gelosamente soprattutto da piccoli produttori agricoli, agricoltori appassionati e collezionisti di frutti antichi.
Le sue terre d’elezione si trovano nel Nord Italia, specificamente in Emilia-Romagna, con una concentrazione nelle campagne di Bologna, Budrio, Modena, Parma e Faenza. Tuttavia, ne esiste anche una pregiata e ricercata varietà vesuviana, storicamente coltivata in Campania.
Caratteristiche, colore e sapore
Come riconoscere questo particolarissimo incrocio? A prima vista ricorda una piccola albicocca dalla buccia vellutata, ma il suo colore può variare notevolmente, virando dal rosso ruggine fino a un viola molto scuro (da cui il nome “albicocco nero”).
Al suo interno nasconde una polpa aranciata, succosa e intensamente profumata. Il sapore del biricoccolo è un’esperienza unica: risulta dolce e avvolgente come un’albicocca, ma mantiene nel finale quella piacevole e dissetante vena acidula tipica della susina.
Il periodo di raccolta
La maturazione e la raccolta dipendono dalla cultivar specifica e dal territorio di coltivazione. Generalmente, i primi frutti iniziano a maturare tra la seconda metà di giugno e il mese di luglio, anche se alcuni biotipi più tardivi possono farsi attendere fino alla fine dell’estate.
Come mangiare il Biricoccolo e usi in cucina
Il modo migliore per consumarlo è naturalmente fresco, magari appena raccolto dall’albero. Tuttavia, bisogna fare in fretta: è un frutto estremamente delicato e, una volta staccato dal ramo, si conserva solo per pochissimi giorni.
Se ne avete in abbondanza, il biricoccolo dà il meglio di sé anche in cucina:
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Marmellate e Confetture: diventa una splendida composta dal gusto leggermente asprigno, perfetta per farcire crostate fatte in casa e frittelle.
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Dessert: è ottimo trasformato in gelatine, sorbetti, sciroppi e persino liquori artigianali.
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Abbinamenti gourmet: provate la confettura di susincocco in abbinamento a un tagliere di formaggi stagionati, il contrasto agrodolce vi sorprenderà.
Un consiglio per gli amanti della biodiversità
Se vi capita di incontrarlo su un banco del mercato o da un produttore locale, non lasciatevelo scappare. Il biricoccolo è piccolo, prezioso e racconta una storia di biodiversità italiana che merita non solo di essere assaggiata, ma anche salvata dall’estinzione!